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Attualità - Evidenza - QD - 17 Luglio 2017

Nuova legge elettorale regionale, speranze sempre più flebili

Si avvicinano le elezioni regionale e i big politici della provincia di Isernia cominciano a scaldare i motori, molto prima del previsto, perchè la nuova legge elettorale difficilmente vedrà la luce nella situazione di balcanizzazione e spaccatura che contraddistingue il consiglio regionale del Molise. Da una parte Frattura e Federico, portavoce dei Grillini, che puntano all’eliminazione del voto disgiunto, dall’altra i restanti consiglieri regionali, che da quell’orecchio fanno finta di non sentire. Ma se la posizione di Paolo Frattura ha una sua logica, visto che col voto disgiunto per lui sarebbe pronosticabile un disastro, desta qualche perplessità la posizione di Antonio Federico, visto che, nel 2013, grazie al voto disgiunto, proprio lui spiccò il volo, prendendo oltre diecimila voti in più rispetto alla sua lista. Misteri a Cinque Stelle. Comunque, restando così le cose, è difficile che ci possa essere una nuova legge elettorale, quindi si continuerà con le vecchie regole e il collegio di Isernia resterà penalizzato, con soli tre-quattro posti a disposizione per decine di candidati. Una situazione difficile per tante ambizioni, perchè lo spazio è ridottissimo e gli uscenti: Michele Iorio, Vincenzo Cotugno e Massimiliano Scarabeo non hanno alcuna intenzione di farsi da parte, anche grazie ai rispettivi e consolidati patrimoni elettorali. Insomma, alla fine, se Iorio, come tutto fa credere, correrà di nuovo come presidente, il collegio di Isernia potrebbe offrire uno, massimo due posti liberi. Una vera e propria lotteria. E l’anno prossimo non si voterà solo per la Regione, ci saranno anche elezioni politiche e comunali, a Venafro, secondo centro della provincia. Anche qui, come per la Regione, le ambizioni sono parecchie, ma di posti importanti ce n’è solo uno, quello da sindaco. Antonio Sorbo, a dispetto delle indiscrezioni, che lo vedono fuori dalla corsa, ancora non ha deciso se ricandidarsi o meno al vertice del comune. Se optasse per la rinuncia, pensando alla Regione, di nomi che si fanno, come potenziali candidati, ce ne sono a bizzeffe. Si va dal vicesindaco Alfredo Ricci, agli assessori Angela Tomassone, Marco Valvona e Dario Ottaviano, senza dimenticare Enzo Bianchi, Alfonso Cantone e Nicandro Cotugno. Insomma tante speranze per poche poltrone.

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