di GIOVANNI MINICOZZI

CAMPOBASSO. Procedure discutibili, una tempistica fenomenale e le indiscrezioni sulla solita lista di “beneficiari amici” che lasciano tanti dubbi. Questi gli ingredienti contenuti nell’elenco dei nuovi contrattualizzati con l’Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo, rurale e della pesca, finito nel mirino della magistratura. Il sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Campobasso, Nicola D’Angelo, ha aperto un fascicolo per accertare la regolarità o meno del concorsone che ha visto l’assunzione di molteplici figure alcune delle quali ricoprono anche il ruolo di amministratori e sindaci in diversi comuni del Molise. Si tratta del fascicolo numero 2451 del 2016, al momento ancora a carico di persone ignote , per le quali il PM ha chiesto la proroga delle indagini. La storia del concorsone era già stata oggetto di critiche da parte del mondo politico (Danilo Leva, Michele Iorio e i rappresentanti del m5s), imprenditoriale e mediatico e parte dal 26 giugno 2015, pochi giorni prima dell’elezione indiretta del Presidente della Provincia di Campobasso, quando il commissario straordinario Asarp pubblica un decreto che prevede la “formazione di un elenco (short list) di esperti da utilizzare per l’attuazione delle attività delegate dalla Regione Molise”. Il decreto viene pubblicato a soli 11 giorni dalla scadenza del bando e precisa che “con l’istituzione dell’elenco non si intende porre in essere alcuna procedura concorsuale, che non sono previste graduatorie o attribuzione di punteggi” e che l’inserimento nell’elenco non comporta “alcun diritto o aspettativa ad ottenere un incarico professionale da parte dell’Arsarp, bensì il conferimento di eventuali incarichi individuali con contratti di collaborazione sulla base delle specifiche esigenze che di volta in volta si presenteranno”. Neanche a dirlo, e ad aprile 2016 si annuncia una prova selettiva a quiz con risposta multipla (seguiti da una prova orale che l’Agenzia si riserva di poter espletare) a cui i 464 iscritti nell’elenco possono partecipare per formulare una graduatoria di merito per ciascuna area e per ciascun profilo. Anche il Tar Molise, su ricorsi presentati, aveva ritenuto che “le censure proposte avverso la procedura selettiva siano fornite di del necessario fumus di fondatezza, attesa l’anomala modalità di espletamento della selezione che, tra l’altro, sembra non aver garantito il rispetto della regola fondamentale dell’anonimato delle procedure concorsuali”. La graduatoria fornisce l’elenco di coloro che sono stati contrattualizzati per un anno, rinnovabile e per il quale percepiscono uno stipendio annuo lordo compreso tra i 15 e i 25 mila euro per attuare il Programma di sviluppo rurale, sia per la vecchia che per la nuova programmazione. Si tratta di incarichi che hanno strettamente a che fare col lavoro svolto nell’assessorato regionale all’Agricoltura, tanto che non mancano assunti dall’Arsarp già in servizio negli uffici dell’assessore . Nell’elenco, sono presenti nomi di diversi amministratori locali molti dei quali riconducibili per vicinanza politica alla Giunta regionale: Antonello Savino (vice sindaco di Gildone), Michelina Iannetta (assessora comunale di Bojano), Andrea Romano (primo cittadino a Spinete e neo consigliere provinciale a Campobasso), Nicola Montagano (sindaco di Bonefro), Francesco Trolio (sindaco di Acquaviva Collecroce), Michele Di Bartolomeo (sindaco di Ripalimosani) e Saverio Nonno (vice sindaco di Fossalto). Costoro sono stati stati tutti contrattualizzati dall’Agenzia di via Giambattista Vico. Oltretutto si tratta di rappresentanti di Comuni che possono essere richiedenti delle misure del Psr 2014 – 2020 e che tali Comuni, e per essi i sindaci vincitori di concorso all’Arsarp, fanno parte dei Gal e quindi titolari delle misure del Psr nonché addetti a valutarne i relativi progetti. “Quindi – si legge sulla denuncia presentata alla Procura della Repubblica di Campobasso – un sindaco contrattualizzato dell’Arsarp può, contemporaneamente, contribuire a istruire un progetto che magari poi gestirà come Gal”. La denuncia di cui si sta occupando il pm Nicola D’Angelo pone in evidenza, inoltre, tre dubbi sul concorso Arsarp: “l’ipotesi di trucco con il suggerimento del candidato segnalato (nel caso in cui non sai la risposta o sei indeciso non barrare il questionario (lasciando sottintendere che la crocetta nella casella giusta potrebbe essere stata apposta successivamente dal candidato stesso o anche da altri); il ruolo del commissario straordinario Arsarp “che anche dirigente al Comune di Campobasso andato via dall’Agenzia regionale il giorno dopo aver stipulato i contratti e aver firmato i decreti” a ridosso dell’elezione del Presidente della Provincia di Campobasso Antonio Battista.. Ora sara’ la magistratura penale a valutare se sono stati commessi illeciti o favoritismi e la brutta storia e’ tutta nelle mani del pubblico ministero Nicola D’Angelo.

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