Comunicato aziendale condiviso e firmato dai diversi giornalisti, dipendenti e lavoratori di Telemolise. Paolo Di Laura Frattura ha profuso tutto il suo impegno, sin dal primo giorno della sua legislatura, per escludere Telemolise dalla legge sull’editoria al fine di distruggerla, percorrendo perfino la strada delle cene inventate pur di raggiungere lo scopo, chiedendo il sequestro dell’azienda e l’applicazione di misure cautelari per i suoi giornalisti. Ebbene oggi si aggiunge un nuovo tassello a questa progetto di sterminio. La presidente della quarta commissione, Nunzia Lattanzio, probabilmente succube di questa stessa volontà di sterminio mostrata da Frattura, ha proposto un’integrazione legislativa che, oltre ad escludere la nostra azienda dalla legge sull’editoria, pretenderebbe di promuovere una sorta di sanatoria di posizioni illegittime contrabbandate come legittime. Si tratta in realtà di manovre oscure spacciate per informazione: del resto è una proposta che è stata bocciata dalla stessa commissione e che ha incassato il solo voto favorevole del consigliere regionale Nico Ioffredi. A tal proposito Telemolise, nel preannunciare di aver dato mandato ai propri legali, di verificare in sede penale e civile tutte le azioni persecutorie poste in essere dal governo Frattura, compreso quest’ultima a firma di Nunzia Lattanzio, ringrazia pubblicamente i consiglieri regionali Francesco Totaro, Michele Iorio e Angela Fusco Perrella per aver impedito nella giornata di ieri il varo di questa che appare ai nostri occhi l’ennesima grave ingiustizia di un governo arrogante, completamente fuori dalla realtà, allo sbando e in delirio di onnipotenza, e ringrazia Patrizia Manzo per non aver partecipato ai lavori della commissione. Telemolise preannuncia dunque azioni eclatanti a difesa dell’azienda, non ultime una dettagliata denuncia alla Procura della Repubblica e l’occupazione dei locali del consiglio regionale: l’11 luglio è infatti previsto un secondo tentativo mirato – di fatto – a finanziare pseudo truffe editoriali contro una delle pochissime aziende sane di questa regione e che offre occupazione a decine e decine di persone regolarmente assunte.

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