In concomitanza con la Giornata mondiale del Rifugiato, Articolo 1 – Movimento democratico e progressista di Rocchetta a Volturno intende porre la propria attenzione sulle dinamiche di integrazione che coinvolgono i piccoli centri molisani.

Lo stato dei fatti è che piccoli centri che variano da poche centinaia di abitanti fino a poche migliaia si trovano ad ospitare un numero, che proporzionato agli abitanti dei centri, è ben superiore alle medie nazionali e alla sostenibilità dei territori.

Inoltre episodi di cattiva integrazione o cattiva permanenza mettono in difficoltà e in allarme le cittadinanze locali che spesso si trovano sole e impreparate a fronteggiare una integrazione senza regole. Tutto ciò con un pericoloso espandersi di rabbia e populismo.

Molto spesso si assiste a situazioni in cui i centri di accoglienza sono lasciati in balia di se stessi: i privati che dovrebbero gestire e garantire l’integrazione e l’ordine sono spesso assenti o latitanti. Il rispetto delle regole è il primo passo per una buona integrazione.

MDP prevede, a stretto giro, un incontro pubblico a Rocchetta a Volturno, paese interessato direttamente da questa problematica.

L’adesione dei Comuni allo SPRAR, ad oggi risulta il miglior strumento possibile e capace di far fronte ai problemi legati all’integrazione.

Aderire allo Sprar è per prima cosa la risposta all’esigenza di una nuova coscienza sociale che intente vedere l’ospite come parte attiva della società e non come un numero, isolato, da mantenere passivamente. Aderendo al Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati come primo risultato immediato si avrebbe l’avvicendarsi tra privato e Comune, a favore di quest’ultimo, nella gestione del numero di immigrati da accogliere nel proprio territorio garantendo, di fatto, una maggiore sicurezza.

E’ un dato di fatto che il privato concentri i propri sforzi sul profitto come è un dato di fatto che un’Amministrazione Comunale si debba concentrare sul benessere della cittadinanza.

Ma l’adesione non comporterebbe solo questo. Con lo Sprar il Comune otterrebbe la progressiva diminuzione della presenza dei Centri di Accoglienza talvolta gestiti in modo discutibile e pericoloso da cooperative e privati. Inoltre, gli enti locali avrebbero la possibilità di portare avanti progetti finanziati che prevedono iniziative di integrazione e avviamento al lavoro socialmente utile valorizzando la dignità dell’ospite nella comunità.

Ormai sono diversi gli esempi di una “buona” integrazione grazie al sistema Sprar.
A Martina Franca, in Puglia, i rifugiati e richiedenti asilo realizzano racconti multimediali e app per un turismo sostenibile.  A bologna nasce il laboratorio di giornalismo dei rifugiati grazie al quale la comunità si è vista ritratta da un diverso punto di vista cambiando anche la percezione di se stessa. Con il progetto “Adotta un’aiuola”, a Canicattini Bagni, in Sicilia, le donne rifugiate riqualificano un’area della città. A Sezze, in Lazio, le donne hanno dimostrato il loro affetto e la loro solidarietà tramite il progetto “She Turban”, realizzando creazioni e indumenti a sostegno delle donne malate di tumore.

Alcuni dei tanti buoni esempi che si contrappongono alle situazioni di degrado e di abbandono dei centri di accoglienza con la colpevole distrazione delle amministrazioni comunali. Articolo 1 – Movimento democratico e progressista Molise nel pieno rispetto dell’articolo 10 della nostra Costituzione intende farsi promotore delle buone pratiche affinché sul tema dei migranti e dell’integrazione si possa discutere in modo serio e costruttivo.

 

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