Home Attualità Affitti regionali, riparte la polemica. Sotto accusa canoni doppi e sedi fatiscenti

Affitti regionali, riparte la polemica. Sotto accusa canoni doppi e sedi fatiscenti

di PASQUALE DI BELLO

Quella degli affitti regionali sembra una polemica senza fine. Una novella dello stento che, puntualmente, si ripete a cicli continui. Il presidente della Regione che, si sa, è un gran risparmiatore e gira in kilt scozzese tutti i giorni, salvo quello della risossione della propria indennità, nell’ultima circostanza in cui il tema è stato toccato ha fatto sapere in maniera piccata che tutto andava bene, che gli affitti erano calati e che le strutture presso le quali è stato collocato il personale proveniente dai vecchi immobili rispondono alle normative vigenti in tema di sicurezza e salute. Questo a suo dire.

Dalla stessa Regione, invece, spuntano indiscrezioni e documenti riservati che paiono attestare il contrario. Ad esempio, per molti mesi gli affitti pagati dall’ente sarebbero stati due: quelli per le nuove sedi di Corso Umberto a Campobasso e via Berta a Isernia e quelli per le vecchi, rispettivamente in via Toscana e via Farinacci nelle medesime città. Sarebbe interessante conoscere se tutto questo è accaduto e corrisponde al vero e questo potrebbe dircelo lo stesso presidente Frattura. Ovviamente quello in versione scozzese con kilt e cornamusa.

Ma non è tutto. Alla fine dello scorso anno i direttori dei servizi Risorse Umane, Livelli Massimi di Finanziamento e Prevenzione, Veterinaria e Sicurezza Alimentare, hanno scritto una lettera di fuoco a Frattura, all’Asrem, all’Arpa, ai Vigili del Fuoco e alla Direzione generale della Salute per denunciare la condizione di fatiscenza, insicurezza e mancanza dei requisiti di conformità in materia di sicurezza degli ambienti di lavoro e salute della sede di via Sant’Antonio Abate dove i rispettivi servizi sono stati trasferiti al primo piano.

Si tratta di un elenco raccapricciante che il presidente Frattura conosce molto bene e che investe l’impianto elettrico, termico e d informatico nonché lo stato dei locali. Nell’imminenza dei fatti, a gennaio 2017, a interevenire fu l’ineffabile Marinella D’Innocenzo, direttore generale per la salute, che consegnò la polpetta bollente nelle mani del Servizio Logistica, Patrimonio, deemanio e Servizi generali. Era il 20 gennaio 2017 e anche qui sarebbe interessante sapere quello che è successo. Ma per questo, o anche per questo, c’è il presidente della Regione, ineffabile anche lui, che potrà lumeggiare sul tema. Basta che non gli si chiedano lumi il il giorno della paga, perché, come noto, quel giorno si toglie il kilt, indossa il frak e diventa improvvisamente di manica larga. Solo per se stesso, chiaramente.

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