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Apertura - Attualità - Politica - 30 Maggio 2017

Sanità e autonomia regionale distrutte per legge. L’asse eversivo Governo – Regione

di PASQUALE DI BELLO

Scrivendo la pagina più buia ed eversiva dell’intera storia del Molise, il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura ha chiesto e ottenuto dal Governo Gentiloni l’approvazione per legge del Piano Operativo Straordinario 2015 – 2018. Si conclude così, con un golpe istituzionale che umilia le istituzioni locali e avvia il processo di cancellazione dell’autonomia regionale, la storia del controverso documento che ridisegna la Sanità molisana riducendo a brandelli il sistema pubblico e assegnando ai privati, laici e confessionali, un ruolo centrale che va contro la logica, il bene comune e la Costituzione. La Sanità privata, da complementare quale dovrebbe essere, diventa l’asse portante di un sistema basato sul profitto che mette al proprio centro le banconote croccanti a posto degli esseri umani. Persone, donne e uomini, vecchi e bambini che per Frattura e Gentiloni, e per l’ombra inquietante del dispettoso bambino di Firenze che alligna da dietro, non sono altro che numeri da ridurre alla logica occhialuta e tartufesca dei ragionieri romani.

Con l’approvazione in Commissione dell’art. 34 bis della manovra di bilancio, Frattura ha scelto la scorciatoia vergognosa del colpo di mano, l’abbrivio raccapricciante per ottenere l’approvazione di un modello di sanità bocciato da migliaia e migliaia di cittadini, un sitema che rischia di portare più di qualcuno al camposanto. La gestione delle patologie tempo – dipendenti, ad esempio, è solo una delle tante critictà capaci di propvocare il passaggio dall’ambulanza alle pompe funebri senza transitare dalla corsia di un ospedale. O di quello che degli ospedali rimane. Il declassamento del Vietri e del Santissimo Rosato, il depotenziamento dei nosocomi di Termoli e Isernia, la riduzione a dormitorio di montagna del Caracciolo di Agnone e la vivisezione del Cardarelli di Campobasso, sono la conseguenza di un processo e di un progetto che ha mirato a disarticolare il sistema pubblico per rinforzare quello privato, favorito con posti letto e prebende.

Contro l’inziativa del duo Frattura – Gentiloni si sta coagulando un fronte trasversale di forze politiche e cittadini letteralmente inferociti per la deriva dittatoriale in corso. Come nei peggiori regimi, invece, Frattura esulta per aver “cancellato” definitivamente la possibilità di impugnare l’atto. Vero, verissimo. Quello che invece non potrà cancellare, è la possibilità e il diritto dei molisani a cancellare il peggior presidente della storia politica molisana. A meno che Frattura non voglia abolire e cancellare, per legge, oltre alla Sanità pure le elezioni.

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