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Apertura - Evidenza - Politica - QD - Regione - 29 Maggio 2017

Nuova legge elettorale, Paolo Spina alla casta: lasciate la parola ai molisani

di ANNA MARIA DI MATTEO

La modifica della legge elettorale regionale deve appartenere a tutti i cittadini del Molise, che hanno il diritto di decidere sul futuro della regione. Il presidente di Confcommercio, Paolo Spina, si inserisce nel dibattito in corso tra le forze politiche e sollecita il coinvolgimento di tutte le forze sociali, economiche e imprenditoriali affinché venga definita una visione comune sul futuro del Molise, capace di creare le prospettive e le condizioni di un effettivo rilancio dell’economia.

“Il dibattito sulla modifica alla legge elettorale – ha dichiarato Paolo Spina – rischia di diventare un confronto tutto interno alla casta”. Per il presidente di Confcommercio, la categoria da lui rappresentata  deve fare sentire la propria voce in una fase così importante come quella che vive la Regione. “Il timore è che venga approvata una legge volta esclusivamente alla salvaguardia della classe politica espressa da micro territori, non orientata allo sviluppo dell’intera regione. In questa prospettiva – ha aggiunto Spina – appare paradossale la proposta di introdurre un terzo collegio, invece di provare ad accorpare gli attuali due in un unico collegio regionale. La suddivisione in collegi del ristretto territorio regionale potrebbe garantire la rappresentanza a consiglieri eletti solo sulla base dell’appartenenza geografica e, giocoforza, rappresentanti di quell’unico territorio al quale devono l’elezione. Un risultato – ha aggiunto – che limita invece che ampliare la competizione elettorale e la riduce a un  rituale quasi condominiale, visti i piccoli numeri sufficienti, in qualche caso, per essere eletti”. Spina auspica il coinvolgimento della popolazione.

“In mancanza di un istituto referendario sulla possibilità di proporre una legge elettorale popolare – ha concluso il presidente – sarebbe opportuna la presentazione di uno schema di legge che parta dal basso, da sottoporre all’attenzione del Consiglio regionale, che vada oltre e respinga lo sterile esercizio delle audizioni”.

 

1 commento

  1. La “consistenza dei collegi elettorali è da sempre un nodo da sciogliere perché ha una valenza politica non da poco, in genere un collegio piccolo fa sì che il politico eletto debba rispondere di più ai territori e ai loro bisogni mentre l’allargamento è più legato alla compagine governativa o dell’opposizione ma non “consegna “ai territori dei responsabili di rappresentanza che quindi hanno le mani più libere. Quale delle due strade sia migliore non è sempre chiaro perché dipende da ciò che si vuole ottenere

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