Home Apertura Malattie tempo-dipendenti: in Molise si può morire. La riforma Frattura, un pericolo concreto

Malattie tempo-dipendenti: in Molise si può morire. La riforma Frattura, un pericolo concreto

di PASQUALE DI BELLO

L’Asrem prende un granchio e con un imbarazzante comunicato stampa smentisce una notizia che nessuno ha dato: quella di un uomo deceduto durante il trasporto in ambulanza dal Cardarelli al Neuromed a causa di una emorragia cerebrale. La nota dell’ Azienda sanitaria elude la realtà del problema: in Molise, dopo la riforma Frattura, le patologie tempo-dipendenti possono essere causa di morte per i cittadini che ne vengono colpiti.

Antonio Lucchetti – Direttore sanitario Asrem

Con un imbarazzante comunicato stampa, l’Asrem smentisce una notizia che nessuno ha dato, quella relativa al decesso di un paziente a causa di una emorragia cerebrale avvenuto durante il trasporto dall’ospedale Cardarelli di Campobasso al Neuromed di Pozzilli. Nessuno ha mai parlato o scritto di decesso avvenuto “durante il trasporto”. La nota, pervenuta dalla direzione sanitaria, e quindi attribuibile al dottor Antonio Lucchetti, proveniente dalla Asl di Salerno e voluto alla direzione sanitaria dell’Azienda molisana dalla coppia Frattura-D’Innocenzo, traccia l’iter clinico dello sfortunato paziente accusando la stampa di “speculare sulla vicenda” e su “un dolore privato”. Peccato che quello che l’Asrem definisce, con un linguaggio da rissa e non da Istituzione, una speculazione sul dolore, sia invece una notizia che ha a che fare con la pelle dei cittadini. La notizia del decesso, riportata da Telemolise, poneva l’accento su un dato drammatico: in Molise, dopo la riforma della Sanità voluta da Paolo di Laura Frattura, si può morire a causa di malattie tempo-dipendenti. Nel caso dello sfortunato cittadino, i dubbi sono sorti circa i tempi di un eventuale intervento salvavita, tempi ad altissimo rischio posta la distanza che intercorre tra il Neuromed dove Frattura ha inteso trasferire l’intera  neurochirurgia regionale e il Cardarelli di Campobasso. Tempi e distanza che, nel glorioso Molise del XXI secolo, devono essere coperti secondo Frattura e soci con un’ambulanza e non con un elicottero come sarebbe normale. A certificare l’inquietante procedura è la stessa Asrem che , testuali parole, afferma: “Il protocollo prevede lo spostamento del neurochirurgo da Neuromed al Cardarelli quando le condizioni di un intervento si rivelano possibili e indifferibili”. Peccato che l’Asrem non dica con quali mezzi e in quali tempi il neurochirurgo si sposti. All’Asrem fingono di non capire, come finge di non capire il presidente della Regione e commissario ad acta. L’Asrem, con la propria nota, intende “allontanare definitivamente ombre e sospetti sull’operato del personale sanitario”, un tema che nessuno in realtà ha toccato. Il tema non è la capacità del personale medico e paramedico – che nessuno ha mai messo in discussione – ma una riforma strampalata che mette a rischio la vita dei cittadini. Poniamo il caso di un ictus emorragico localizzato in basso Molise: quali sono le possibilità di sopravvivenza? Vorremmo che l’Asrem e Frattura rispondessero a questa domanda prima di dare fiato alla bocca e parlare a vanvera di “speculazione”. Qui di speculazione c’è né una sola, ed è quella di gente pagata a colpi di centinaia di migliaia di euro all’anno per una riforma sanitaria scellerata e pericolosa che mentre taglieggia i cittadini continua a riempire le  tasche robuste di lorsignori.

Nel frattempo c’è scappato un morto. E’ opportuno che la Magistratura apra un’indagine e fornisca ai cittadini la risposta ad una domanda molto semplice: la riforma sanitaria imposta da Frattura e soci al Molise è concausa di questa morte, si o no?

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