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Apertura - Politica - QD - Regione - 22 Maggio 2017

Prove di posizionamento politico di fine legislatura in vista del prossimo appuntamento elettorale in Molise

di  ADELE FRARACCI

In questi giorni si sta assistendo a posizionamenti di fine legislatura in vista delle prossime elezioni regionali. L’assessore Nagni, in assenza di un partito di riferimento nazionale – l’Idv di Antonio Di Pietro e’ da tempo scomparso – si è collegato al partito di Angelino Alfano. Quest’ultimo, come è noto, è stato anche ed è ministro della Repubblica sotto i governi targati PD : quello di Renzi e l’attuale di Gentiloni. Non vi è necessità , dunque, di stupirsi, come sta invece accadendo, della scelta di Pier Paolo Nagni di schierarsi al fianco di Alfano, il quale sta al PD e al governo nazionale esattamente come il centrista Nagni sta al PD renziano e al governo locale, di cui è assessore. Lucida e lineare, pertanto, la sua scelta, che coinvolge, ne’ potrebbe essere diversamente, il consigliere Carmelo Parpiglia, il quale nel Consiglio regionale ha fatto registrare qualche ‘cortese cenno di presenza’ grazie alla delega allo sport, assunta evidentemente per i suoi trascorsi calcistici. I due sono stati attivi nella battaglia referendaria per il sì assieme ai Renziani, così come Alfano al fianco di Renzi in persona, ma nonostante abbiano subito tutti una sonora sconfitta, con la vittoria del no, hanno retto, tanto che Alfano e’ stato riconfermato come ministro da Gentiloni e il patto di fedeltà e’ continuato pure in Molise – a Parpiglia non pare vero verificare che in politica anche se si perde c’è comunque da guadagnare, a differenza di quel che accade nelle competizioni sportive – sino a rinsaldare al momento – ed eventualmente in proiezione – l’alleanza con Frattura. Quest’ultimo, proveniente dalle fila di Forza Italia, fu individuato nel 2013 come possibile governatore da una coalizione che si spacciava di centrosinistra, mentre era indubbiamente un centrodestrasinistra, un migmatico esperimento laboratoriale che giunse alla vittoria facendo essenzialmente leva sugli entusiasmi dei cittadini molisani profondamente delusi e stanchi di Iorio. L’esperimento ha rappresentato un modello di quel che in parte si è già prodotto e in parte si sta stagliando oggi a livello nazionale, con riferimento anche al dialogo costante tra Renzi e Berlusconi. Si ricordi, infatti, che nel 2013, oltre ai vari ‘tarallucci e Niro’ che tradirono Iorio, ci fu il veloce parto di Rialzati Molise, il cui padre fu l’onorevole Patriciello che da Forza Italia traghetto’ direttamente a ‘sinistra’ voti importantissimi per la vittoria di Frattura, il quale è stato anche un uomo riconoscente durante il suo mandato, tanto che ad oggi l’alleanza sembra davvero resistere – vedremo nel prossimo futuro. In effetti l’intesa resiste, oltre che per motivi di opportunità, per ragioni di necessità, che a tratti paiono pure piuttosto in salita e disperate; infatti, da una parte pare che ora nessuno voglia più Patriciello: non lo vuole Iorio riposizionato al fianco di Fitto, non lo vogliono i vari esponenti che in queste ore parlano di alleanze trasversali di ‘salute pubblica’ come Astore e Vitagliano – quest’ultimo padre putativo di persone oggi vicine a Frattura e della stessa segretaria del PD Fanelli, che però non manifesta mai, a differenza di Frattura, moti di riconoscenza – non lo vogliono i piddini che si sono staccati con le mozioni Emiliano ed Orlando da Renzi-Frattura e che cercano di elaborare a sinistra un ‘nuovo corso’ dopo l’esperimento laboratoriale del 2013, che ha significato la nascita in Molise di una creatura informe o deforme, al punto che è impossibile definirla secondo le tradizionali ‘coordinate spazio-anagrafiche settecentesche’, utilizzate normalmente per distinguere i soggetti politici di centro, destra, sinistra; dall’altra, pare che lo stesso Frattura, anche a seguito della sentenza del 4 maggio che lo ha indebolito non poco, tanto che si appella alle motivazioni del dispositivo dei prossimi mesi proprio al fine di poter contare su tempi di recupero, è in difficoltà e rischia la solitudine – molti quaquaraqua’ stanno nel frattempo scappando a gambe levate, come sovente accade in certi casi, fenomeno che la dice tutta circa l’incapacità in politica di saper puntare su persone di spessore, del resto la stessa renziana molisana più accreditata a Roma, la Vennittelli, vorrebbe scalzare il duo Fanelli-Frattura, ma potrebbe, chissà, prevedere un Frattura in partenza per una poltrona al Senato e un accordo con Patriciello, ammesso anche che quest’ultimo possa risultarne lusingato e accogliere le sue avances o ‘abboccare all’amo’, volendo utilizzare il lessico della pesca, settore monotematico in cui la termolese si è distinta. In questo quadro piuttosto grottesco, duro e confuso, Frattura e Patriciello per mera e ‘disperata’ necessità sembrano, quindi, rimanere legati a doppio filo. Effettivamente è prematuro poter rappresentare il quadro reale, che si definirà invece gradualmente nei prossimi mesi; certo è che nei tempi che precederanno l’appuntamento elettorale, ne vedremo tante e sicuramente delle cattive . A breve, interessante sarà verificare due scadenze : 1) le proposte di leggi elettorali che dovrebbero andare in discussione in Consiglio regionale a partire da giugno e su cui ai grillini converrebbe vigilare attentamente dato che potrebbero essere confezionate ad hoc per inficiare la loro reale forza; 2) quel che accadrà circa le concrete possibilità di primarie del centrosinistra, richieste a gran voce da diverse anime e appese al destino del PD Molise, spaccato tra Rutiani che stanno combattendo a favore delle primarie e Renziani, di cui questi ultimi divisi, appunto, in due sottogruppi, da una parte la Vennittelli, dall’altra i Fanelli-Frattura- Facciolla, quest’ultimo un personaggio che si presenta al pubblico ganzo e convinto di spaccare, certo ha la dote naturale di ‘bucare il video’, delle iene sicuro.

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