di PASQUALE DI BELLO

Ennesima seduta al calor bianco del Consiglio regionale. Con soli undici voti, quindi una maggioranza risicatissima, viene creata la figura dell’Amministratore unico dell’Arsarp, l’Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo. In attesa del banco di prova definitivo, il voto sulla legge elettorale, prosegue l’agonia del centrosinistra a guida Frattura.

Prosegue l’agonia del Centrosinistra a guida Frattura con l’ennesima giornata al calor bianco in Consiglio regionale. Con una maggioranza risicata ormai di soli undici voti sui ventuno componenti dell’assise, è stata istituita dopo un acceso dibattito la figura dell’Amministratore unico dell’Arsarp, l’Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo. A volere l’istituzione del supermanager che risponde di fatto esclusivamente al governo regionale ed in particolare al presidente Frattura, è stato l’assessore Vittorino Facciolla che ha presentato una specifica proposta di legge. A criticare la deriva verticistica e aziendalistica della Regione, accompagnata da una demolizione costante di ogni forma di collegialità, sono state tutte le opposizioni al completo: quella dei 5 Stelle, il centrodestra e l’opposizione di sinistra. Per dare la misura di come Frattura pattini ormai sul ghiaccio fine, basti pensare che tra gli oppositori schierati a sinistra siede il consigliere Massimiliano Scarabeo che è il capogruppo in Consiglio del PD, il partito nel quale Frattura, dopo l’innamoramento per Forza Italia, si è poi tesserato. La posizione più dura contro la liturgia aziendalista del governo regionale, l’ha espressa l’ex assessore al Lavoro, Michele Petraroia.

Quelle in corso sono al momento scaramucce in confronto al vero banco di prova che attende Frattura nelle prossime settimane: il voto sulla legge elettorale. Il governatore sta brigando da mesi per confezionarne una a proprio uso e consumo che possa attutire i colpi di mortaio che verranno lanciati al suo indirizzo dai molisani. Sarà quella, la legge elettorale, la battaglia finale di un presidente che è riuscito a mettersi tutti contro: imprese, sindacati, lavoratori, corpi intermedi, ceti professionali e, più in generale, i cittadini. Frattura sa di essere Frattura ma in Consiglio regionale continua a sorridere come se il presidente della Regione fosse un altro. Invece è proprio lui il capo dell’orchestrina del Titanic, quella che continua a suonare una imbarazzante marcetta mentre la nave cola a picco.

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