di PASQUALE DI BELLO

Niro punta i piedi: “Frattura chiarisca quali sono le forze politiche che compongono la sua maggioranza. Diversamente ognuno è libero di fare le scelte che crede”. Dopo il pranzo di Frattura con una sola parte della maggioranza, il capogruppo in Regione dei Popolari-Udeur chiede una verifica in aula e rincara la dose: “Tocca al PD e al segretario Fanelli avviare la verifica politica: la coalizione non è proprietà di Frattura”.

Sia detto con rispetto per le categorie interessate, ma appare evidente come il Molise non abbia al proprio vertice un Presidente ma un cuoco o, in alternativa, un cameriere. Oltre ad aver fatto danni irreparabili inventandosi cene inesistenti, Paolo di Laura Frattura adesso si è dato anche ai pranzi. Il risultato non cambia: ovunque metta le mani, a pranzo o a cena, Frattura ammannisce polpette avvelenate e provoca disastri. Dopo il caso Petescia-Papa, un massacro umano e giudiziario ancora tutto da raccontare, Frattura ha dato fuoco alle polveri  su un altro versante: quello politico. Questa volta la bomba Frattura l’ha accesa sotto il tavolo della sua stessa maggioranza, organizzando un pranzo che dopo la cena delle beffe la dice lunga sul senso delle istituzioni e sulla capacità politica di aggregazione di un presidente che sta alla politica come una marmitta sfondata alla nona sinfonia di Beethoven. Come si dice in gergo, Frattura ha riunito “i suoi” e lo ha fatto a pranzo in un ristorante. Nella conta tra amici e nemici, Frattura ha iscritto tra questi ultimi il consigliere Vincenzo Niro che non ha esitato a chiedere se egli fosse ancora nella maggioranza che ha contribuito ad eleggere Frattura oppure il presidente lo considerasse fuori. “Chi rappresentano Micone, Ciocca, Di Pietro e Ioffredi?” – ha detto interpellato telefonicamente. “Quali partiti o movimenti hanno alle spalle? Nessuno!”. “Questo – ha aggiunto – a differenza degli esclusi Totaro, Petraroia, Scarabeo e il sottoscritto che hanno invece un caratterizzazione politica effettiva”.

“Frattura deve chiarire in aula qual è il perimetro della maggioranza che egli considera tale, ricordandosi che è stato eletto grazie ad una coalizione che non è nella sua disponibilità modificare a piacimento” – ha proseguito un Niro affilato e avvelenato che ha poi così concluso: “Trasferirò la questione dal piano istituzionale a quello politico. Il PD è il maggiore azionista della coalizione e non Frattura, per questo toccherà al segretario Micaela Fanelli procedere ad un chiarimento e ad una verifica della maggioranza”.

Insomma, dalle parole di Niro si capisce chiaramente che si va verso la rottura e che le strade tra lui e Frattura sono ormai separate. E tutto sommato non sarà un danno per Niro. Frattura, e tutti i vagoni attaccati alla sua locomotiva, sono destinati a deragliare miseramente. Il pranzo di Frattura altro non è stato che il primo atto organizzativo del Partito del Presidente, un partito di Topi Gigi la cui cifra politica, come la temperatura di Bolzano, non è mai pervenuta.

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