La richiesta di Primarie del Centrosinistra allargato per scegliere il successore di Paolo Frattura alla guida della Regione Molise è partita da tempo. L’ha lanciata per primo Danilo Leva, seguito a ruota da Roberto Ruta che, in sede di commento post-primarie, l’ha fatta sua.

I due parlamentari, sostanzialmente, chiedono al Pd di allinearsi al comune sentire del Centrosinistra molisano che punta all’organizzazione di Primarie di coalizione per un nuovo candidato governatore.

Roberto Ruta, più diplomaticamente, non ha detto no a Frattura, ma ha detto facciamo le Primarie a cui potranno partecipare tutti, compreso il governatore uscente.

E qui si aggroviglia la matassa. Infatti lo statuto del Pd, maggiore partito della coalizione di Centrosinistra, prevede che un presidente di regione uscente possa essere confermato come candidato senza passare per nuove primarie.

Dall’altro versante rispondono: è così, ma Frattura, dopo aver fatto una sola volta le Primarie, ha già corso per due volte come presidente, nel 2011 e nel 2013. Ragion per cui bisogna rifarle.

Questioni non da poco, questioni interpretative che, ci si può scommettere, vedranno spaccarsi l’assemblea regionale del Pd, convocata per il 20 maggio, a più di un anno di distanza dalla prima di Isernia, quando si chiuse in anticipo, aggiornandola sine die.

Ne è passata di acqua sotto i ponti, a dimostrazione che la dirigenza del Pd non ha nessuna voglia di farla l’assemblea, anzi, vi rinuncerebbe volentieri, ma non può farlo.

Quindi prepariamoci ad un bel match di pugilato – politico – il prossimo 20 maggio, quando il parlamentino regionale del Partito Democratico, dopo aver discusso del più e del meno, dovrà affrontare lo scoglio primarie.

Prima  Danilo Leva, come Articolo 1, e poi Roberto Ruta, come Pd, lo hanno fatto capire: entrambi puntano a Primarie di coalizione. Cioè il candidato presidente dovrà essere indicato da tutti i partiti del centrosinistra.

Possibile? Più che possibile, estremamente difficile e complicato. Più facile che l’assemblea arrivi a un nulla di fatto e, a quel punto, ognuno andrà per la propria strada. Da una parte, il Pd di Frattura, Fanelli e Facciolla, che si alleerà con Rialzati Molise, sull’onda lunga dell’intesa romana tra Renzi e Berlusconi, sperando di rivincere.  Dall’altra parte, la sinistra dissenziente che andrà invece verso un’alleanza da campo allargato, così come la definisce Pisapia e verso cui sembra indirizzato anche Articolo 1 di Bersani.

In sostanza, invece di uno, potremmo avere due candidati presidenti: da una parte Frattura, con il sostegno di Patriciello, e dall’altra quello scelto da un centrosinistra alternativo, verosimilmente Roberto Ruta.

E questa divisione, è quella si augurano sia Centrodestra che Grillini, più che ansiosi di andare ad un’elezione regionale con quattro schieramenti, dove si potrà vincere anche con il 25%, una percentuale a portata di mano, sia del Centrodestra, che dei Grillini.

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