Assessore Regione Molise Massimiliano Scarabeo

Primarie in provincia di Isernia, Renzi vince con 2.099 voti su 3.697, con il 56,8 per cento; per Orlando il 26,9 per cento, pari a 995 voti; per Emiliano il 15,6 per cento, pari a  576 consensi. Da segnalare 771 elettori in meno rispetto al 2013, per la gran parte dovuti alla scissione dei Democratici e Progressisti, capeggiati dal deputato Danilo Leva. A Isernia città, in particolare, l’ex premier ottiene 509 voti (65,85 per cento), contro i  137 di Orlando (17,7) e i 127 di Emiliano (16,4 per cento). A Venafro, invece, domina Orlando, sostenuto dal consigliere regionale Massimiliano Scarabeo: 443 voti, pari al 57.5 per cento, contro i 190 di Renzi (24 per cento) e i 186 di Emiliano (18.5). E tutto questo nonostante l’enorme afflusso di extracomunitari, arrivati a votare con le navette da Pozzilli con i facsimili di Renzi, e di campani, arrivati a Venafro con i facsimili di Emiliano.

Un campanello dìallarme, per il governo Frattura, accusato apertamente da Scarabeo, in una nota, di aver dimenticato Venafro e la proivincia di Isernia con politiche da uomo solo al comando. Orlando e Scarabeo si impongono anche in altri quattro comuni della Provincia: Filignano: Orlando 27, Renzi 16, Emiliano 6; Carpinone, Orlando con 22 voti, contro i 16 di Renzi e i 5 di Emiliano; a Poggio Sannita, dove Orlando arriva a 22 voti, con Renzi che si ferma a 12 ed Emiliano staccato a 3; e Castel San Vincenzo, con 23 suffragi, rispetto ai 10 dell’ex premier e ai 2 del governatore pugliese.Ad Agnone 190 voti per Renzi, 18 per Orlando, 16 per Emiliano; a Frosolone 59 per Renzi, 15 per Orlando e 8 per Emiliano.

Ma il segnale che viene dalla provincia di Isernia, con i risultati di Orlando , assume anche un significato politico che in questa parte del Molise, significa, soprattutto, la bocciatura del Governatore Frattura, promotore della candidatura dell’ex Segretario Matteo Renzi. Bocciata la sua politica che in questi anni di governo regionale ha penalizzato il territorio del venafrano e la provincia di Isernia in generale, a cominciare dallo smantellamento del Santissimo Rosario, passando per la soppressione di alcuni uffici e servizi, per finire con la difficile situazione ambientale in cui versa la Piana di Venafro.

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