Home Attualità Rocchetta a Volturno. Festa della Liberazione, su Monte Marrone per non dimenticare

Rocchetta a Volturno. Festa della Liberazione, su Monte Marrone per non dimenticare

“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione”. Le parole di Piero Calamandrei descrivono quasi alla perfezione la giornata vissuta da chi ha voluto celebrare la Festa della Liberazione a Castelnuovo a Volturno. Dopo la rituale deposizione delle corone d’alloro nel luogo in cui morì il partigiano Giaime Pintor, i presenti hanno raggiunto il monumento di Monte Marrone – dove cominciò a muovere i primi passi il Corpo Italiano di Liberazione – per riflettere ancora sul senso di questa giornata, in un periodo storico in cui certi valori vengono sacrificati sull’altare del profitto, in un’epoca in cui la parola guerra torna a far paura. Oltre alla presenza di esponenti dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) e del Caam, il Comitato Antifascista e Antirazzista del Molise, è stata massiccia la partecipazione anche da parte delle organizzazioni sindacali. Non solo per rendere omaggio a chi ha lottato per dare la libertà agli italiani, ma anche per ricordare che il lavoro – che oggi non c’è – è un diritto sancito da una Costituzione che più di qualcuno vorrebbe spazzare via.

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