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Attualità - Evidenza - 25 Aprile 2017

Area di crisi, la Cgil sollecita: “Definire tutti i passaggi senza perdere altro tempo”

La Cgil sollecita la Regione a  consegnare agli attori del tavolo tecnico il Piano di Riconversione e Riqualificazione industriale approvato dal Ministero dello sviluppo economico. Il sindacato chiede di poterlo leggere per eprimere le sue valutazioni. Al Tavolo è stato illustrato sommariamente. “L’approvazione del documento – ha spiegato Franco Spina, della segreteria regionale del sindacato – non risolve certo la complessa emergenza che riguarda la piena attivazione degli strumenti di ripresa per l’area di crisi”. Secondo il sindacalista non sono dettagli quelli riferiti alle singole voci riguardanti le risorse appostate o da appostare sulle politiche attive e passive o sugli interventi finanziari previsti per le imprese e le infrastrutture. “Fermo restando il totale delle risorse annunciate, per le politiche attive (10 milioni), – ha continuato Spina –  è fondamentale esplicitare le modalità di attribuzione per singolo bando o misura”.

Per l’esponente della Cgil, considerata l’ampia platea coinvolta , le risorse appostate sono insufficienti e occorrerà individuarne altre in aggiunta. Insomma, ha smorzato i toni entusiastici degli ultimi giorni osservando, ancora una volta, che l’obiettivo del riconoscimento di area di crisi complessa è ricollocare il personale e rilanciare l’occupazione riattivandola produzione. “A 2 anni dalla fase di avvio delle procedure – ha dichiarato Franco Spina –  siamo ancora alla definizione dell’accordo complessivo. Questo  significa che serve onestà nel dire ai tanti lavoratori che attendono speranzosi, che i tempi per l’effettiva ripresa di occupazione saranno ancora lunghi, servono ancora anni”.

Intanto la Cgil vuole sapere come si tengono in vita le attività che vedono oggi lavoratori in cassa integrazione e come non disperdere professionalità in mobilità, chi è in naspi e chi non ha alcun sostegno.

In questo scenario, sempre secondo Franco Spina, bisogna preoccuparsi di ottenere dal Governo nazionale un prolungamento delle politiche a sostegno del reddito almeno fino alla effettiva ripresa delle attività produttive e le altre regioni sono già  impegnate sul tema. Poi ha ribadito che le risorse per  le politiche attive e passive o di accompagnamento si basano sul censimento preciso delle persone coinvolte e interessate e, ad oggi,  ancora non si chiude la profilazione dei lavoratori dell’area di crisi.

Oltre alle dichiarazioni sui numeri generali – ha rimarcato il sindacalista della Cgil –  non si conoscono quante e quali siano le manifestazioni di interesse presentate nel dettaglio, quante risorse sono previste nelle varie ipotesi e l’ammontare dei finanziamenti richiesti.  “Occorre accelerare – ha concluso Franco Spina  – e definire tutte le procedure e gli accordi entro qualche mese. Si è  già fortemente in ritardo”.

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