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Attualità - Evidenza - 25 Aprile 2017

25 aprile, cerimonia a Campobasso per ricordare il valore della Resistenza

Reduci di guerra, ormai ultra novantenni, rappresentanti di associazioni, come l’Anpi, qualche parente. Poche persone, sparuta la rappresentanza istituzionale, della politica. Una corona d’alloro al Monumento ai caduti a Campobasso. il ricordo davanti alla targa con sopra il nome di un partigiano, un campobassano. Una manifestazione con poche persone. a pochi metri di distanza il corso pieno di gente. Oggi, 25 aprile, festa della liberazione dal nazifascismo. Un giorno per ricordare i valori della resistenza e della democrazia. Resistenza, è la parola che ha ripetuto chi ha vissuto l’esperienza dei campi di internamento nazisti, chi ha vissuto quegli anni, la seconda guerra mondiale, come Michele Montagano. «Quello che è stato non può essere cancellato, ma deve essere ricordato» ha sottolineato.
Gilberto Fazzini, con la bandiera italiana annodata al collo, presente per ricordare il sacrificio del fratello, partigiano torturato e ucciso negli anni della resistenza. «Il sacrificio di tanti giovani è stato importante, oggi ricordarlo è il segno che non debba essere stato vano, anche se la situazione è preoccupante» ha detto.
Un altro reduce dei campi di internamento nazisti, Giovanni Tucci, testimone di quella Storia che alle nuove generazioni non deve nè può apparire così lontana. «I giovani devono ascoltare chi parla di pace, chi lotta per la pace, chi la vuole e la pensa veramente, non possono nè devono ascoltare chi vuole la guerra, chi parla, invece di cannoni o posizioni navi in mare per muovere battaglia. C’è chi in passato ha lottato per la democrazia e la pace» ha spiegato.
I valori della resistenza, è stato detto, della democrazia, oggi più che mai hanno un senso profondo, ma è necessario vigilare affinche essi non vengano scordati.

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