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Apertura - Evidenza - QD - Regione - 24 Aprile 2017

Istat, Molise sempre più povero. Fusco Perrella: la Regione non stia a guardare

di ANNA MARIA DI MATTEO

In Molise il 33% della popolazione è a rischio povertà, l’incidenza della povertà relativa si attesta sul 21,5%, la soglia delle persone che vivono in condizioni di estrema privazione, costrette a rinunciare a tutto è del  9,9%.
Lo dicono gli ultimi dati Istat, che fotografano una situazione estremamente grave. Se è vero che il quadro nazionale è preoccupante, con quasi 5 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà, è altrettanto vero che il Molise è tra le poche regioni italiane in cui le condizioni della popolazione non accennano a migliorare. A lanciare l’allarme è la consigliera regionale dei centrodestra Angela Fusco Perrella che pone l’accento sull’immobilismo della Regione e sulla mancata adozione degli strumenti utili a combattere la povertà. Povertà che la diretta conseguenza dell’emergenza occupazione che, sempre nella  nostra regione fa registrare percentuali da capogiro. La disoccupazione di lunga durata è arrivata al 64,3%, dato, questo, superato solo dalla Campania. La  disoccupazione si attesta al 12,8%, quella giovanile sfiora il 40%. Di fronte ad uno scenario così preoccupante la Regione è chiamata ad intervenire mettendo in campo tutte le risorse e gli strumenti necessari per arginare la pericolosa deriva. Non a caso i consiglieri di centrodestra, quasi tre anni fa avevano presentato una proposta di legge per l’introduzione del reddito minimo garantito che, aveva avviato il suo iter ma andrà rivisto in relazione all’indirizzo del governo centrale  che prevede l’istituzione del reddito di inclusione.
«Resta tuttavia incomprensibile l’empasse della Regione  – ha denunciato Angela Fusco Perrella – soprattutto perché questo immobilismo non fa altro che indebolire un tessuto economico già fragile. E la mancanza dell’assessore alle Politiche sociali dallo scorso anno – ha aggiunto –  contribuisce ad accumulare ritardi nell’erogazione delle risorse destinate agli Ambiti territoriali per il reddito di inclusione riferito al 2015, e contribuisce anche all’accumularsi di problemi sulla non autosufficienza e sulle procedure per il sostegno all’inclusione attiva». L’appello della consigliera di centrodestra è quello di intervenire e di farlo in fretta, prima che sia troppo tardi.

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