di GIOVANNA RUGGIERO

Fondi europei, il Molise non spende e le aziende muoiono La Regione si piazza agli ultimi posi della classifica nazionale ma il governo si auto esalta con la politica degli annunci

Nella spesa dei fondi europei il Molise è in netto ritardo rispetto alla tabella di marcia. Sulla programmazione 2014 – 2020 il governo di centrosinistra, insediatosi nel 2013, aveva già tutto pronto. Avrebbe dovuto procedere soltanto ad individuare i settori in cui spendere soprattutto per tentare di frenare la crisi che in questi anni ha messo un cappio al collo alle imprese. Invece nulla. In quattro anni e mezzo non si è investito un euro. Il Molise va a rilento sul Fondo europeo di sviluppo regionale e su quello sociale mentre si classifica al terzultimo posto per il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale dove la spesa non arriva neppure ad un milione di euro. Il tutto a metà percorso. La Giunta a guida Pd ha preferito teneri i fondi fermi in un cassetto, dimostrando incapacità amministrativa, comportando mancanza di risorse economiche per imprese e beneficiari vari che attendono da anni di poter usufruire delle risorse messe a disposizione dalla Comunità Europea. Oltre al danno, poi, c’è anche la beffa: con la mancanza di spesa il Molise rischia il disimpegno dei fondi da parte della Commissione Europea e, dunque, la perdita degli stessi da parte della regione. Perché tali soldi fossero investiti adesso, era necessario pubblicare i bandi almeno due anni fa. Invece, a ridosso della campagna elettorale, che attende al varco la valutazione dell’operato del centrosinistra a febbraio 2018, il presidente Frattura va avanti con la politica degli annunci per il sociale, per l’Area di crisi, e persino per la filiera avicola dopo il gran pasticciaccio causato con la chiusura del settore prospettato come rilancio. Oggi come oggi il Pd fratturiano si crogiola su note stampa dove, in diversi settori, si prospettano fondi vari dimenticando di dire alla popolazione che il piatto in cui si attinge è sempre lo stesso. Dimentica di dire alle imprese che tali finanziamenti saranno disponibili al massimo tra due o tre anni (tempo necessario per le procedure di bandi, formazione di graduatorie ecc…). Nel frattempo le imprese rischiano di finire l’ossigeno rimasto a disposizione e si rischia che, per allora, non avranno più la possibilità di accedere ai fondi dovendo, poi, di proprio investire il 60% per poterli ottenere. Così oggi leggiamo Frattura che auto esalta i finanziamenti per l’Area di crisi e per Gam, leggiamo numeri contenuti nella mail con una comunicazione farlocca che vorrebbe farci credere che esistano fondi diversi provenienti dallo stato (tra ministeri e Patto per il Molise), fondi diversi che arrivano dall’ Europa distinguendo tra Fesr e Por. E invece sono sempre quelli. E se Frattura deciderà di attingere a questo piatto per mantenere gli impegni assunti con Amadori toglierà ancora di più aria alle imprese locali. Intanto però c’è un’opera che immediatamente ha visto l’inizio dei lavori a discapito dell’Autostrada a cui l’architetto e presidente Frattura ha rinunciato: la costruzione di una metropolitana leggera che collega due piccoli centri, che non si capisce ancora a chi possa servire e di cui l’unica cosa certa è che il progettista è lo stesso Frattura all’epoca in cui non era ancora presidente.

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