Le nuove importanti scoperte nell’area archeologica di Pietrabbondante sono destinate a fare luce su una poco documentata fase di passaggio dal paganesimo al cristianesimo: a dirlo è il direttore degli scavi, Adriano La Regina, particolarmente soddisfatto per i risultati ottenuti grazie alla campagna di raccolta fondi “Rock Samnium”, ideata da un gruppo di giovani archeologi che ha permesso di raccogliere la somma di 16 mila euro. Le ricerche – ha detto ancora La Regina – hanno rivelato la sopravvivenza di un culto pagano fino agli inizi del quinto secolo d.C. in un sacello (un recinto con all’interno un altare) individuato nel settore orientale del santuario, mentre gli altri grandi edifici sacri erano in abbandono ormai da molto tempo. La deposizione nel sacello di elementi architettonici e di oggetti pertinenti anche a templi già distrutti dimostra l’intento di estinguere definitivamente qualsiasi forma di culto nel santuario di Pietrabbondante del cui antico prestigio restava ancora memoria nella regione sannitica. Il tutto facendo seguito a precise disposizioni dell’imperatore Teodosio. I capitelli, le colonne e gli altri elementi rinvenuti nel sacello sono ritenuti preziosi anche perché possono a loro volta contribuire a stabilire l’esatta ubicazione dei templi più importanti dell’area. Le prossime campagne di scavi, fondi permettendo, dovrebbero puntare dritte a questo obiettivo. Delle ultime scoperte nell’area archeologica di Pietrabbondante se ne parlerà in maniera più approfondita il 28 aprile a Roma, durante una conferenza stampa convocata nella sede dell’Istituto nazionale di archeologia e storia dell’arte.

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