di ANNA MARIA DI MATTEO

L’appello di papa Francesco al rispetto della sacralità della domenica, una giornata dedicata alla famiglia ed al riposo è caduto nel vuoto. E così, in occasione della Pasqua e del lunedì dell’Angelo anche a Campobasso, come nelle principali città italiane, alcuni esercizi commerciali della grande distribuzione rimarranno aperti, mezza giornata. Non a caso il Molise, insieme alla Valle d’Aosta, alla Sardegna, alla Puglia e alla Sicilia è tra le regioni in testa alla graduatoria stilata dalla Cgia di Mestre sul numero dei lavoratori dipendenti impiegati nelle giornate festive che nella nostra regione si attesta sul 23,6%.
E’ l’effetto della liberalizzazione del commercio, introdotta nel gennaio del 2012, con il cosiddetto decreto Salva Italia predisposto dal governo Monti, che prevede libertà totale degli orari di apertura, 24 ore giornaliere e 365 giorni l’anno.
Dunque negozi aperti sempre. E le polemiche continuano a tenere banco e si ripresentano, ancor più accese, proprio in occasione delle festività più importanti per la cristianità.
Anche il vescovo Bregantini, durante la sosta della processione del venerdì santo davanti al carcere di Campobasso, parlando del gravissimo problema della disoccupazione ha stigmatizzato la decisione di mantenere aperti i negozi anche nei giorni di Pasqua e Pasquetta, parlando di vera e propria violenza nei confronti di quanti sono costretti a lavorare, rinunciando così stare in famiglia.
Una posizione che concorda con quella espressa da sempre dai sindacati che continuano a chiedere una revisione della legge che regolamenta il commercio, che, così com’è, non solo sta provocando la chiusura di decine e decine di piccoli negozi, ma sta mettendo in crisi anche la stessa grande distribuzione.
Insomma, una legge che, a giudizio dei sindacati, ha provocato solo danni, fallendo clamorosamente. Meglio tornare indietro, a quando la domenica era davvero domenica.

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