Nonostante i comunicati stampa della segretaria Fanelli, che parlano di un Pd molisano praticamente in stato di estasi mistico-congressuale, l’aria che tira tra i Dem è quella di una pesante contrapposizione tra interessi divergenti.

Primo scoglio da superare: trovare una posizione comune sull’Egam, lì dove Massimiliano Scarabeo, tanto per fare un esempio, su Facebook, continua a far notare come solo ora si capiscano tante cose, visto che il Gruppo Hera vanterebbe crediti nei confronti di Molise Acque per 32 milioni di euro.

Il rischio quindi non sarebbe solo quello di privatizzare la più importante risorsa del nostro Molise, ma quello di regalarla, o quasi, a una società privata in cambio di debiti non pagati. E per inciso, a parlare degli strani intrecci tra Pd ed Hera, ci si mette anche Insieme per il Molise, gruppo di minoranza alla Provincia di Isernia, che chiede publicamente perchè Coia ancora non abbia costituito l’ente al Tar sul procedimento pendente per le autorizzazioni della stessa Hera.

Tornando al Pd, il secondo scoglio è quello della nuova legge elettorale regionale, anche qui la voce della dissidenza arriva da Venafro ed è quella di Stefano Buono, presidente della componente minoritaria di Molise Democratico. Buono chiede il varo immediato di un nuovo sistema di voto, che garantisca alla provincia di Isernia la giusta rappresentanza. Una sacrosanta richiesta che corre il rischio di rimanere inevasa anche per i prossimi cinque anni.

Terzo ostacolo, il più insidioso, è quello congressuale e delle primarie per il candidato governatore del Pd. Iniziamo con i nomi dei delegati molisani che domenica rappresenteranno la nostra regione a Roma, nella convenzione nazionale all’hotel Ergife. Per la mozione Renziana: Mery Maddonni, eletta a Isernia, Maria Teresa Palombo e Marco Sabetta, scelti a Termoli, Mariateresa Di Florio e Manuel Maglieri, indicati da Campobasso. Per la mozione Orlando, andrà a Roma Ombretta Pollice eletta a Isernia.

Ma dopo la gita scolastica del partito a Roma, si tornerà in Molise e tutti aspettano la data di convocazione dell’assemblea regionale, il teatro dello scontro che vedrà da una parte, chi vuole le primarie per l’indicazione del candidato governatore, e dall’altra chi non le vuole, per confermare l’uscente Frattura. Una bella battaglia che però ancora non vede gli eserciti pronti allo scontro. Infatti ancora non si sa chi è uscito e chi è entrato nel Pd, dopo lo scisma dei Bersaniani. Forse l’ennesima scusa per evitare la conta e decidere.

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