Si è chiusa la fase congressuale regionale del Partito Democratico. Inutile dire che le interpretazioni sui risultati appaiono, non solo contrastanti, ma del tutto opposte, Infatti c’è chi, è il caso della segretaria Micaela Fanelli, ultrà Renziana, che dice: «Siamo un partito che dialoga. Che si confronta. Che vota e, democraticamente, decide, in base a regole chiare e certe. Non è da tutti anzi, è un’eccezione». Sull’altra sponda ribatte il vicepresidente regionale, Costanza Carriero, che dice l’esatto contario: «Il mancato rispetto delle regole, è ancora esclusività dei Renziani, tanto che i coordinatori delle commissioni per il congresso, a vari livelli, ben sanno cosa hanno avallato, come si sono comportati e come hanno provato a fare fuori le altre componenti, emettendo – tra l’altro – delibere monocratiche a fronte di atti collegiali, come viceversa il Regolamento del PD prevede. Senza ulteriormente infierire sulla scorrettezza delle procedure di tesseramento messe in atto da questi soggetti, da richieste di tessere non firmate, a firme palesemente contraffatte, a tesseramenti in massa nell’ultimo giorno utile e tanto altro, balza agli occhi il dato eloquente ed esplicativo di questa malsana gestione a matrice renziana: l’affluenza degli iscritti che ha partecipato a questa prima fase non oltrepassa di molto il 50%». E qui, come sottolinea la Carriero, casca Renzi, o meglio, Fanelli e Frattura con tutto l’asino. Infatti una percentuale di tesserati votanti pari al 50% fa sembrare i toni trionfali della Fanelli come degli slogan senza alcuna rispondenza con la realtà. Il 50% di assenteismo, da parte di tesserati, che spesso coincidono con amministratori, consiglieri e attivisti, è un dato catastrofico che mette il Molise in coda a tutte le regioni per la percentuale di affezione al Pd di Renzi. La verità dei numeri dice che il Pd di Frattura e Fanelli in Molise è ancora più inviso del Pd di Renzi che, nelle altre regioni, se la cava decisamente meglio. Dal nero tunnel, in cui il Pd di Frattura e Fanelli ha infilato la nostra regione, arriva comunque uno spiraglio di luce. È quello del 19,5% di Orlando, che fa in Molise fa capo a Scarabeo, ed il 12,5% di Emiliano, che nella nostra regione ha un riferimento diretto nel senatore Ruta e nel giovane Stefano Buono, per la provincia di Isernia. In conclusione, ha votato solo la metà del partito e, in quella metà, c’è la dissidenza, rispetto alla voce del padrone, di circa un terzo. Un terzo di tesserati, ma se andiamo tra la gente, quella che potrà votare liberamente il 30 aprile, ai gazebo delle primarie, possiamo anticipare che la percentuale dei dissidenti salirà ancora di più. I guasti procurati dalla coppia Frattura-Fanelli sono irreparabili. Solo l’intervento delle truppe cammellate del loro amico comune potrebbe salvarli.Vedremo se Lawrence d’Arabia arriverà di nuovo in groppa al suo cammello.

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