Non c’è due senza tre, è uno dei detti più usati e frequenti e sembra che non ammetta eccezioni. Probabile, quindi, che, dopo la visita ricevuta per Vincenzo il portaborse e dopo quella dedicata ai fondi per il rimborso dei danni del terremoto, Vittorino Facciolla si appresti a ricevere per la terza volta le famigerate Iene che, probabilmente, lo hanno preso di mira. Questa volta il polverone che rischia di investire l’assessore di San Martino in Pensilis, provincia di Campobasso, di recente transitato nella squadra Pd di Frattura e Fanelli, è quello sollevato dalle polemiche collegate alla graduatorie della sottomisura 6.1 del Psr Molise 2014-2020. Finanziamenti destinati all’avviamento di attività imprenditoriali per i giovani agricoltori. Cinque milioni e 285mila euro, finalizzati a dare la spinta decisiva, quella dei soldi, a giovani volenterosi e desiderosi di dedicarsi all’agricoltura. Ebbene, parliamo di numeri, cifre e relativi giudizi, che ognuno di noi può trarre dalla vicenda. Cominciamo con le province, ricordando che coincidono con i collegi elettorali regionali. Siamo sicuri che i punteggi siano stati attribuiti da una commissione super partes, rispettando regole e leggi, ma caso e coincidenze varie vogliono che, su centoventicinque domande ammesse a finanziamento, quelle della provincia di Campobasso siano 115 e quelle della provincia di Isernia solo 10. Avete inteso bene, solo 10. In sostanza, un misero 8% delle 125 aziende ammesse a contributo. Chiaramente non è colpa di nessuno, né della Regione, né dell’assessore Facciolla, se i giovani della provincia di Isernia siano poco attratti dall’agricoltura, ma i numeri parlano chiaro, la provincia di Campobasso e il Basso Molise, in particolare, continuano a godere della benevolenza delle stelle. Infatti, restando a spigolare e ficcare il naso nei numeri e facendo le debite proporzioni, scopriamo che a San Martino in Pensilis, il paese dell’assessore, per una singolare coincidenza, giovani e giovanotti vari non vedono l’ora di dedicarsi all’agricoltura. Infatti, da San Martino in Pensilis, è arrivato un totale di otto domande e ne sono state accolte ben sette. Solo una è stata scartata. Una percentuale dell’87%. Roba da non credere, un record. Una vera fortuna vivere a San Martino e una sfiga vera vivere nella provincia di Isernia. Tirando le somme, un paese, da solo, prende quasi gli stessi soldi di un’intera provincia, quella di Isernia, dove sono state accolte solo dieci richieste. Sicuramente la geografia, la geopolitica e i pettegolezzi vari non servono a nulla. La morale della favola sembra essere una sola: qualcuno vuole che Isernia faccia la fine di Cartagine dopo la sconfitta di Annibale. Ma non è Scipione l’Africano.

Potrebbe interessanti anche:

Fanelli: “Dalla vittoria di Isernia parte strada per conquistare Regione”

Il giorno dopo il voto di Isernia che ha promosso sindaco a pieni voti Piero Castrataro, b…