di ADELE FRARACCI

Il PD in Molise è un partito che ha dato vita a una programmazione seriale e stantia, sulla falsariga di quei cartoni giapponesi caratterizzati da ritmo lentissimo, tanto che la 50esima puntata rimanda all’immagine della prima. Nonostante la narrazione sia più o meno la stessa, ciascuna puntata, bizzarramente, ha però un suo titolo. E così, nella sua stantia programmazione, anche il PD molisano ha avuto puntate, ciascuna col proprio titolo: PD ‘giovane e bello’, allorquando la Fanelli ne conquistò la direzione, PD fitness quando Ruta e Frattura discutevano i punti programmatici camminando in pieno centro cittadino all’aria aperta , PD gossip quando la Vennittelli faceva scenate di gelosia al governatore, il quale rispondeva al telefono a tanti ma non a lei. La trama complessiva è stata però , appunto, collegata a un andamento lento, anzi quasi bloccata a immagini seriali, ferme e monotone, senza saper cogliere il semplice trascorrere del tempo tutt’intorno e percepire il divenire della realtà circostante. Scientemente nel PD hanno voluto scrivere proprio questa sceneggiatura, perseguire questa ‘strategia’. Ergo, dopo anni e, in ultimo, dopo la batosta elettorale al referendum costituzionale, l’immagine di oggi rimanda più o meno a quella iniziale: la puntata è con la stessa segretaria ed e’ titolata PD ‘meno giovane ma bello uguale’. Qual è la ragione dell’andamento lento del PD ? Il fatto che del partito tutti se ne sono disinteressati per interessi personali, ritenendo di poter utilizzarlo a momento debito come instrumentum regni. I vari protagonisti sono stati infatti concentrati in questi anni su altri fronti : chi a far rete in piccolo e in proprio con cittadini e associazioni varie in vista delle prossime elezioni regionali, chi a tessere tele in grande, per se’ e per la coalizione dell’attuale governo regionale, direttamente con i sindaci. Il governatore, attraverso i suoi assessori, in particolare Facciolla, appena entrato nel PD e che millanta di essere un tipo ganzo perché stracarico di voti, ritiene di aver lavorato alla creazione di una rete forte e solida con i sindaci, tale da poter contare su ampi consensi ai fini elettorali. Sbagliano i conti? Si e per una serie di ragioni. Innanzitutto perché proprio la batosta referendaria sulla Costituzione ha chiarito che i Sindaci non hanno carisma presso i compaesani e non riescono a orientarne il voto;. Riccia del sindaco Fanelli ne è esempio icastico ed esaustivo. Tra l’altro i centri più grandi, come Termoli, Isernia e Agnone certo non sono fratturiani e piddini; Campobasso ha un sindaco piddino ma rutiano ; forse alcuni sindaci del basso molise sono collegati a Facciolla, altri ai due ulteriori assessori, ma di più i sindaci sono grati a Cotugno grazie anche alle messe di pace e di fratellanza assicurate assieme a Bregantini nell’anno giubilare, che rimandano a pani celesti e pure terreni e che hanno sprofondato il Molise in un Medioevo. In ogni caso Cotugno, si sa, sta a Patriciello, il quale si, lui certo si, potrà assicurare la fedeltà dei sindaci, in modo differito, a Frattura, tipo con i sindaci di paeselli con nomi riconoscibilissimi per marchio, ad iniziare da Pozzilli. Ma si sa che con Patriciello il patto elettorale, nel caso dovesse essere riconfermato, oltrepassa i sindacucci messi la’ dal patron stesso e, pertanto, sono eventualmente voti suoi e del tutto estranei al lavoro tessuto da Frattura e dai suoi assessori. Ma proprio il patto d’acciaio questa volta allontanerà tanto popolo di sinistra o semplicemente democratico, che non si riconoscerà più nel PD proprio a causa dell’andamento lento di questi anni, ne’ nella confusa ed appiattita coalizione di centrosinistra. Politicamente Frattura ha sbagliato sin qui strategia e conti, anche perché non può più fare affidamento sull’entusiasmo e sulla carica di quel popolo pronto a mandar giù finanche il boccone amaro Patriciello pur di levare di mezzo Iorio. In aggiunta, il PD non ha parlato ai giovani, i quali infatti hanno dato una sonora lezione ai Renziani proprio in occasione del referendum costituzionale, ne’, pur volendo, saprà farlo in quest’ultimo anno, considerato che non ha saputo trovare i giusti referenti, anzi si e’ indirizzato verso personaggi inadeguati e senza autorevolezza. In ultimo c’è un ulteriore tema: Ruta ora vorrà le primarie e cosa si potrà inventare il PD locale renziano per bloccarle? Se non riuscirà a inventarsi nulla, Frattura ha un forte rivale, se riuscirà a bloccarle sarà in linea con le puntate precedenti, quelle dell’andamento lento e avrà così, comunque, un problema in termini di consensi, avendo disvelato in modo marchiano la sceneggiatura della serie PD made in Molise.

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