di PASQUALE DI BELLO

Sono passati esattamente quattro anni dal 24 e 25 febbraio 2013 data delle ultime elezioni regionali. In quella circostanza il Molise elesse Paolo di Laura Frattura alla presidenza della Regione. Più che negativo il bilancio impietoso di una stagione che ha messo in ginocchio sanità, imprese, lavoratori e famiglie. Tra un anno si vota e sono già iniziate le grandi manovre. All’interno del centrosinistra sono cominciati i movimenti per la scelta del nuovo candidato. I parlamentari Ruta e Leva già lavorano per le primarie dopo l’estate.

Esattamente quattro anni fa, il 24 e il 25 febbraio del 2013, i molisani decisero di affidare il governo della propria regione a Paolo di Laura Frattura. Uscito da una militanza nel centrodestra, con un passato in Forza Italia, Frattura divenne il paladino del centrosinistra molisano. Da Berlusconi a Che Guevara il passo fu breve e, fallito un primo tentativo nell’ottobre 2011, riuscì due anni dopo a conseguire l’elezione alla presidenza della Regione. A votarlo nella successiva tornata, resasi necessaria a seguito dell’annullamento delle precedenti elezioni, furono 86mila elettori con una percentuale del 44,7%, numeri che oggi Frattura non riuscirebbe a vedere nemmeno con un radiotelescopio.

Il compleanno istituzionale – si fa per dire – sarà sfuggito ai più, non essendo il tema particolarmente adatto ai festeggiamenti se non a quelli del diretto interessato. Tuttavia è importante ricordare quella data, poiché tra un anno esatto – salvo sorprese – si tornerà a votare e le ricorrenze, se non altro, servono a fare un bilancio di quello che è stato e di quello che sarà. Il Molise di tutti, quello promesso da Frattura in campagna elettorale, si è trasformato per i cittadini nel Molise di nessuno governato da una lobby personalissima che il presidente della regione ha stretto attorno a se attingendo a piene mani tra gli ex collaboratori delle sue passate occupazioni, specie imprenditoriali, e i nuovi apache che lo hanno incoronato grande capo.

Il Molise di tutti, diventato il Molise di nessuno attraverso il governo di questa lobby di collaboratori e apache, è oggi una terra distrutta nei suoi due pilastri fondamentali: lavoro e sanità. Due comparti il cui terminale è uno solo: la gente, i cittadini, il popolo senza alcun paracadute ed estraneo alle logiche che muovono le lobby, i gruppi di potere, le camarille o, più semplicemente, gli apache disponibili a dare l’assalto ad ogni diligenza. Ma la ricreazione è finita. Nel centrosinistra sono già iniziate le grandi manovre per sostituire Frattura ed è partito un lavoro nemmeno tanto oscuro e sotterraneo che ha come riferimento i parlamentari Danilo Leva e Roberto Ruta che, secondo indiscrezioni fondatissime, stanno già lavorando ad una strategia d’uscita che porti il centrosinistra fuori dalla secche nelle quali Frattura lo ha cacciato. L’idea è quella di indire elezioni primarie subito dopo l’estate per scegliere il nuovo candidato alla presidenza della Regione. Un percorso, questo, da verificare a stretto giro. Il tempo sta scadendo e tra un anno esatto si voterà. L’unica cosa certa, parafrasando Lucio Dalla, è che quest’anno tra un anno passerà. Il Molise si sta già preparando e, tra un anno, Frattura non ci sarà.

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