di PASQUALE DI BELLO

La storia recente delle Carresi, purtroppo è nota alle cronache. Al centro della vicenda una serie di norme che uno Stato biscazziere ha inteso porre a tutela del “benessere animale”. Parliamo del medesimo Stato che sforna leggi contro la ludopatia e fa quattrini col gioco d’azzardo, quello che detiene il monopolio dei tabacchi e terrorizza chiunque entri in un bar o una tabaccheria con immagini a dir poco raccapriccianti che in realtà non allontanano un solo fumatore mentre in compenso provocano il vomito a tutti gli altri.

Bene, questo glorioso Stato italiano nella sua massima rappresentanza, il Parlamento, pochi giorni fa ha autorizzato attraverso un emendamento al cosiddetto decreto “mille proroghe” la prosecuzione degli esperimenti su animali per verificare la tossicità di droga, alcol e fumo (sic!). Stiamo parlando di iniezioni di droghe all’addome o al cervello, shock acustici o tattili con pinze e piastre ustionanti.

Stiamo parlando dello stesso Stato che in nome di un non meglio precisato benessere animale, di fatto si avvia a cancellare decine di manifestazioni popolari come le nobilissimi Carresi. Piantare un ago nel cervello di un topolino è permesso, guidare un bue con una verga come avviene dalla notte dei tempi è invece vietato. Torturare un animale con una piastra infuocata è consentito, correre con un cavallo sopra una strada, e con tutte le cautele, è invece vietato.

Lo stop agli esperimenti in questione era previsto da questo anno, il Parlamento italiano, con l’emendamento in questione, lo ha spostato di tre anni. Se ne riparlerà nel 2019; allora le Carresi saranno già morte. A votare a favore dei test sugli animali (inutili per i malati e crudeli per le bestie) sono stati  seguenti gruppi parlamentari: Partito democratico, Nuovo centrodestra, Forza Italia, Gal, Autonomie. Contrari: Movimento 5 Stelle, Sinistra ecologia e libertà, gruppo Misto.

Ecco perché era ed è necessaria una battaglia parlamentare a difesa delle Carresi, perché è in Parlamento che avvengono gli orrori, gli errori e le contraddizioni peggiori e solo in Parlamento tutto questo può essere corretto. C’è però bisogno di volontà politica e sensibilità verso un altro tipo di benessere, che se non superiore è quantomeno equivalente a quello degli animali: il benessere di una comunità che si incarna nella conservazione e tutela delle proprie tradizioni. Lo Stato che condanna le Carresi è quello che autorizza la tortura gli animali, il popolo delle Carresi è quello che invece gli animali li ama e li accudisce. Chi può dire il contrario, faccia un passo avanti.

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