Home Attualità Direzione PD, Renzi si gioca tutto. Anche Frattura e Fanelli

Direzione PD, Renzi si gioca tutto. Anche Frattura e Fanelli

di PASQUALE DI BELLO

Direzione nazionale del PD: Renzi va alla resa dei conti e al destino dell’ex Capo del Governo è legato a filo doppio quello del presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, e quello del segretario regionale del partito, Micaela Fanelli. Entrambi renziani di ferro rischiano di perdere i rispettivi ruoli e poteri in caso di congresso anticipato. Intanto anche in Molise sono iniziate le fronde e i riposizionamenti interni.

L’attesa Direzione Nazionale del Partito Democratico da cui dipendono il futuro dell’attuale dirigenza e i prossimi appuntamenti elettorali del Paese, è destinata ad avere ricadute anche in Molise. Quella di Matteo Renzi è una sfida e una partita che in caso di esito  positivo porterebbe alla riconferma nei ruoli chiave e in quelli di potere dei propri uomini; diversamente, in caso negativo, porterebbe alla estinzione dal panorama politico di molte pedine tuttora sulla tolda di comando. Non è un mistero che le principali articolazioni territoriali del Partito siano incarnate in Molise da due renziani di Ferro: Paolo di Laura Frattura, alla presidenza della Regione, e Micaela Fanelli nel ruolo di segretario regionale.

Come per il quadro nazionale, anche per quello locale c’è chi affila le armi per disarticolare ruoli e poteri dei proconsoli di Matteo Renzi in Molise. Non è un mistero che lo stia facendo da tempo l’onorevole Danilo Leva, sempre da tempo in  rotta di collisione con la coppia Frattura – Fanelli. Seppure defilato, fedele alla propria indole più da sacrestia che da piazza, anche Roberto Ruta sta tessendo la propria ragnatela attorno al presidente della regione e al segretario regionale del PD. Il senatore, insieme ai suoi fedelissimi, si sta muovendo sottotraccia ma a breve i giochi anche da parte sua diventeranno comprensibili ai comuni mortali.

Se il PD dovesse andare a congresso anticipato e decidesse di ricorrere al meccanismo delle primarie per la scelta del candidato premier, l’estensione del meccanismo sarebbe automatica anche in periferia. Frattura, ammesso e non concesso che qualcuno nel centrosinistra intenda ricandidarlo, dovrà sottoporsi anch’egli a primarie, mentre per il segretario regionale sarebbe obbligatorio il passaggio congressuale per una riconferma. Oltre a quelle interne, le insidie almeno per il presidente della Regione arrivano anche da fuori. Precisamente dall’area Venafro – Pozzilli dove risiede uno degli azionisti di maggioranza della ditta Frattura, l’on. Aldo Patriciello che voci sempre più insistenti danno alla ricerca di una nuova figura su cui puntare per le regionali 2018. La ricerca del sostituto a Frattura e l’esplorazione dell’eurodeputato sono partite sia nel centrosinistra che nel centrodestra.  Ma forse questo è superfluo precisarlo.

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