di PASQUALE DI BELLO

A margine di un seminario di due giorni tenutosi a Campobasso, l’Asrem, l’Azienda sanitaria locale, ha organizzato una cena sociale a cui hanno preso parte invitati appartenenti a tutte le professioni sanitarie. E’ giallo su chi abbia pagato il conto, se la stessa Asrem oppure uno sponsor. Imbarazzante l’iniziativa, specie se collegata ai continui sacrifici che l’amministrazione Frattura sta imponendo a malati, pazienti e famiglie.

E’ stata una cena a dir poco imbarazzante quella voluta dall’Azienda Sanitaria Regionale a margine di un seminario di due giorni organizzato a Campobasso. Una simposio dedicato al Piano Operativo Straordinario 2015 – 2018 e, nello specifico, agli Ospedali di Comunità e alle Case della Salute in Molise. Sottotitolo dell’evento “Buone pratiche regionali e strumenti di attuazione”.

Tra le buone pratiche regionali, probabilmente, c’è anche la pratica della buona tavola. Tanto è vero che la prima giornata del seminario dopo la pausa caffè delle 11 e il pranzo delle 13, si è chiusa alle 20 con la cena sociale organizzata in un noto Grand Hotel del capoluogo. Su chi abbia organizzato la conviviale, aperta a tutte le professioni sanitarie, è un mistero fitto; sul fatto che nessuno dei partecipanti abbia invece sborsato un euro, non ci piove. Ad attestarlo il biglietto di partecipazione sul quale, a chiare lettere, compare la scritta “Invito cena sociale”. Stampato sul foglietto d’invito un logo e un nome pressoché impronunciabile, Engineering, appartenente ad una azienda che si definisce, con parole sue ed incomprensibili alla massa dei comuni mortali: “partner con solide competenze verticali di business e una visione trasversale della tecnologia e delle soluzioni”. Tra le competenze verticali e le visioni trasversali, per sua stessa ammissione, la società in questione ha come mercato principale di riferimento quello della pubblica amministrazione e della sanità. Due settori che si incrociano perfettamente per quel che riguarda l’Asrem.

Detto questo torniamo alla cena, alla quale hanno preso parte molti vip della Sanità regionale. Delle due l’una: se non hanno pagato gli invitati, a saldare il conto possono essere stati solo in due: l’Azienda Sanitaria oppure l’eventuale sponsor. In questo caso sarebbe da capire, oltre alla sponsorizzazione, quali eventuali altre relazioni leghino lo sponsor all’Asrem. Nel caso invece a pagare fosse stata la stessa Azienda, e quand’anche lo avesse fatto con fondi destinati a scopi conviviali, la questione non si sposterebbe di una virgola. Il tema oltre che contabile è un tema di opportunità. In tempi di sacrifici come quelli attuali, dove si sfilano anche i pannoloni dai pantaloni degli anziani, dovrebbe regnare una senso del decoro tale da impedire a chiunque, specie a chi chiede sacrifici a ripetizione, di astenersi dall’organizzare e dal partecipare a cene, cenette o cenoni che fanno a pugni con le difficoltà e con le quotidiane privazioni di cittadini che, in questo caso, sono malati e pazienti. Ma il Molise è il luogo dove l’impossibile diventa possibile attraverso l’inutile, tanto è vero che qualcuno sta già pensando di modificare lo stemma e il gonfalone regionali. Al posto dello scudo con una riga trasversale qualcuno sostituire un piatto di pastasciutta infilzato da una forchetta e un cucchiaio. Un’idea, in questo caso, decisamente a tema.

 

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