convegno asremdi PASQUALE DI BELLO

Due giorni di convegno dedicati prevalentemente al riassetto della medicina sul territorio senza la partecipazione dei diretti interessati: i medici di base. E’ questa la grottesca passerella propagandistica organizzata dal presidente della Regione Molise a cui fanno da contorno i vertici dell’Asrem e della Sanità molisana. Tutto questo mentre in Consiglio regionale, nell’assenza di Frattura, andava in scena l’ennesima puntata del dramma che ha investito il lavoratori dello Zuccherificio del Molise.

Mentre in Consiglio regionale andava in scena l’ennesima puntata del dramma infinito che vivono i lavoratori dello Zuccherificio del Molise, il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura, disertando l’Aula, faceva passerella e sfoggio ad un convegno dedicato alla nuova governance del servizio sanitario regionale. Insieme a tutta la corte celeste targata Asrem, il governatore ha aperto ufficialmente la campagna elettorale. In più circostanze ha detto, a viso aperto: Mi ricandido se porto a compimento la riforma sanitaria. Il Convegno, dedicato in larga parte alla riconversione sanitaria, ovvero agli ospedali di comunità, alle case della salute ed ai servizi sul territorio parte da un presupposto che rappresenta una bugia grossa quanto il Monte Bianco: l’approvazione del Piano Operativo Straordinario 2015 – 2018, cosa invece sottoposta a condizione risolutiva da una serie di prescrizioni ancora da adempiere e per le quali si è già fuori tempo massimo. Quella più evidente di tutti è l’integrazione Cardarelli-Cattolica chiesta a chiare lettere dal Tavolo Tecnico nazionale e che giace insabbiata in un deserto di trattative estenuanti che si dovevano chiudere il 31 dicembre 2016. Termine poi spostato da Frattura a metà gennaio prima e successivamente alla fine del mese. Viaggiamo ormai verso la metà di febbraio ma del processo di integrazione non si sa più nulla. Nel frattempo, tuttavia, Frattura ha aperto la campagna elettorale scegliendo un tema dibattuto e spinoso, quello della medicina territoriale, rimediando subito una figuraccia. A dirlo è il segretario regionale dei medici italiani, i medici di base per capirci, grandi esclusi da un convegno dove a pieno titolo sarebbe spettato proprio a loro il ruolo di protagonisti. Al vetriolo il commento di Fernando Crudele“A nostro avviso – spiega – siamo di fronte a un grottesco spreco di denaro pubblico. Si organizzano due giorni di seminario senza coinvolgere quelli che dovrebbero essere i protagonisti dei nuovi servizi sanitari territoriali. Per avere chiara la filosofia di fondo della futura riorganizzazione della cure primarie e territoriali nella regione Molise: vogliono fare le case della salute, come nel resto di Italia, ma a differenza del resto del Paese, escludono completamente il coinvolgimento dei medici di famiglia. Un vero festival dell’assurdo – ha concluso Crudele – che allontana la sanità molisana dai cittadini e dagli standard minimi delle altre regioni italiane”.

Mentre la passerella di Frattura andava in onda, in Consiglio regionale i lavoratori dello Zuccherificio, in sua assenza, continuavano a masticare ferro. Per il presidente del Molise la politica deve essere una specie di comò, egli ha una concezione, come dire, a cassetti delle questioni. Oggi ha deciso di aprire quello della Sanità e lasciare chiusi tutti gli altri. Compreso quello dove ha chiuso a chiave i lavoratori di quello che fu lo Zuccherificio del Molise.

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