Home Attualità Ex Ittierre. Di Trocchio: la cassa integrazione non basta, la Regione dia un futuro al tessile

Ex Ittierre. Di Trocchio: la cassa integrazione non basta, la Regione dia un futuro al tessile

francesco-di-trocchioUna boccata d’ossigeno che non risolve di certo il problema, ma che permette comunque di riprendere fiato: con il via libera della Regione alla cassa integrazione in deroga i circa 40 lavoratori della Oti per sei mesi avranno le spalle coperte, coltivando al tempo stesso la tenue speranza che in questo lasso di tempo si pongano le basi per un’effettiva ripresa delle attività: “Questo provvedimento – spiega Francesco Di Trocchio, segretario territoriale Femca Cisl – permette di congelare le problematiche dei lavoratori e delle loro famiglie, che non percepivano lo stipendio da settembre”. Per la cassa integrazione a zero ore sono stati messi a disposizione poco più di 400mila euro. Ora tocca all’Inps chiudere la pratica. Ma il vero problema resta irrisolto, ossia quello di dare un futuro ai lavoratori dell’azienda di Pettoranello nata dalle ceneri della Ittierre: il fallimento della società controllante – la Ikf – non alimenta di certo l’ottimismo, ma per la Femca Cisl la Regione qualcosa può fare: “Resta aperta la partita della salvaguardia dei livelli occupazionali – dice ancora Di Trocchio – come resta aperta la partita di tutti quei lavoratori, attualmente in mobilità, espulsi dalla filiera tessile. La Regione dovrebbe fare chiarezza, indicare se punta ancora sul tessile ed eventualmente in che modo. A mio avviso la Regione dovrebbe aprire un tavolo di confronto con le parti sociali per fare il punto della situazione e per indicare quali possono essere le strade da percorrere. Al tempo stesso bisogna accelerare tutte le procedure affinché possano essere redatti al più presto i bandi per l’accesso ai vantaggi relativi all’area di crisi”. Nei mesi scorsi si era parlato di possibili acquirenti per la Oti, ma al momento non sembra esserci nulla di concreto all’orizzonte. Eppure per il sindacato di categoria “il tessile può avere ancora un futuro in provincia di Isernia. Lo dimostrano le start up già in essere o quelle pronte a decollare sul territorio. Il terreno è ancora fertile – conclude Di Trocchio – perché qui c’è un know how di elevata professionalità tra i lavoratori che hanno operato nella filiera tessile”.

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