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Bilancio regionale, arriva la bocciatura dei sindacati. Boccardo, UIL: “Una manovra senza anima sociale”

di PASQUALE DI BELLO

A breve il Bilancio di previsione 2017/2019 della Regione Molise approderà in Consiglio. Sul documento di programmazione economica intervengono i sindacati che, sostanzialmente, bocciano in tronco l’atto predisposto dalla Regione soprattutto sotto il profilo della crescita, del lavoro, occupazione e tutela dei redditi più bassi. Durissimo il commento di Tecla Boccardo, segretario regionale della UIL: “Quella del governo regionale è una manovra miope e priva di un’anima sociale”.

Predisposto dal governo regionale il Bilancio triennale di previsione 2017/2019. Il documento di programmazione economica che a breve approderà nell’aula del Consiglio regionale, è stato oggetto di una prima valutazione da parte dei sindacati che da un lato lamentano lo scarso coinvolgimento su un atto fondamentale per il futuro del Molise e dall’altro bocciano in tronco il documento così come confezionato dalla Giunta regionale.

La prima a parlare è stata il segretario regionale della UIL, Tecla Boccardo, che a dispetto del sembiante grazioso e sereno nasconde un animo da pantera. E come una pantera ha sferrato la sua zampata esprimendo un giudizio netto, un commento al vetriolo sul Bilancio regionale approntato da Frattura e soci: “Una manovra che non ha un’anima sociale – ha detto Tecla Boccardo – e che evidenzia una politica miope che non coglie i reali problemi del Molise e dei molisani”.  Ma le critiche del segretario UIL non finiscono qui. La manovra viene bocciata sul fronte delle politiche per lo sviluppo, la crescita il lavoro e l’occupazione. Drastico il commento sulle tasse che gravano sui cittadini: “Non si intravedono provvedimenti destinati alla diminuzione del carico fiscale regionale”. Quella della Regione, commenta sarcastica Tecla Boccardo, è una “fiscalità di svantaggio”. Censure arrivano anche sul piano dei servizi sanitari, oggetto di tagli, come per le politiche sociali e dell’istruzione

Bocciatura e osservazioni su tutta la linea anche dalla CGIL che mette sotto la lente l’assenza di investimenti, la mancanza di misure di equità, il mancato contenimento dei costi della Pubblica amministrazioni, il mancato riordino del sistema trasporti e le gravissime deficienze della rete ferroviaria. La voce grossa la CGIL la fa su un tema in particolare, quello del ricorso ai voucher: nel 2011 i voucher emessi sono stati pari a 72mila euro; nel 2015 sono arrivati a circa 400mila. Anche dalla CGIL una considerazione finale tra l’amaro e il sarcasmo: la diminuzione della Cassa integrazione sbandierata dal governo regionale “non è dovuta alla ripresa delle attività in crisi, bansì alla chiusura definitiva delle stesse imprese e alla modifica che riguarda gli ammortizzatori sociali”. Insomma, il Molise che vede Frattura è completamente rovesciato rispetto a quello che vedono sindacati e cittadini. D’altro canto, seduti su una pila mensile di 13mila e 500 euro il mondo, Molise compreso, parrebbe bello a chiunque.

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