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Annunci - Evidenza - 19 Gennaio 2017

Anziani tra neve e terremoto: che fare?

di MINO DENTIZZI

Credo che sia doveroso richiamare l’attenzione, in questo periodo di abbondanti nevicate, di grande gelo e di scosse telluriche, sulla  condizione degli anziani terremotati. Il freddo di questi giorni ha aggravato la condizione di coloro che vivono nei paesi di montagna ( e non solo nelle zone terremotate).

Che fare? Non è semplice giungere a indiscutibili soluzioni operative, poiché le questioni collegate alle persone anziane in occasione di terremoti sono povere di storia, di pratiche consolidate e, dunque,  è possibile sperimentare molteplici azioni pratiche. È essenziale, quindi,  che per ogni possibile evento critico del futuro si prendano in considerazione una serie di attività dedicate alle persone in età avanzata. Frequentemente, in realtà, gli anziani non possiedono mezzi per sostenere in prima persona i propri interessi e hanno anche poca capacità per esprimere i propri bisogni, per cui la loro tutela è delegata alla preparazione tecnica e alla sensibilità umana di tutti coloro che operano nelle varie fasi dell’intervento di soccorso-assistenza.

Tenendo presente l’Italia, nella quale la gran parte dei terremoti è avvenuta in zone montane (come il Molise), contraddistinte da una presenza prevalente di  popolazione anziana (come il Molise), e da condizioni di vita spesso molto difficoltose (per esempio le basse temperature che spesso si prolungano per mesi come nel Molise), l’interesse per i cittadini anziani deve rappresentare un modello strategico di condotta civica da ora in poi. In verità avrebbe dovuto rappresentarlo da tempo, in particolare nella nostra regione.

Le azioni politiche e amministrative, se si vuole scongiurare lo spopolamento totale delle aree appenniniche, di rilevante valore antropologico, paesaggistico e spesso anche storico-artistico, devono procedere considerando soprattutto gli anziani.

Prestare attenzione e prendersi cura di loro non diventa allora, in tale prospettiva, un’opera accessoria, rimessa alla disponibilità e coscienza di coloro che intervengono, ma risulta un pilastro fondamentale  della programmazione territoriale, e quindi del futuro che si vuole costruire per tutte le aree interne della nostra Italia e del nostro Molise.

 

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