ospagnoneFinisce in Parlamento la vicenda di Teresa Ottaviano, la donna di 65 anni, originaria di Montazzoli, morta mentre stava tornando a casa dopo aver fatto la dialisi al Veneziale di Isernia. Al Caracciolo di Agnone – l’ospedale più vicino – il servizio era stato infatti sospeso per qualche giorno. La parlamentare vastese Maria Amato, anche alla luce dei continui tagli e disservizi che stanno colpendo le già martoriate aree a ridosso del confine abruzzese e molisano, ha presentato un’interrogazione al ministero della Salute Beatrice Lorenzin, per sottolineare le serie difficoltà che affrontano ogni giorno le persone che vivono su queste montagne. E non solo per la neve. Nonostante il Caracciolo abbia avuto il riconoscimento di ospedale di area svantaggiata – ha evidenziato il deputato de Pd – è stato dimensionato nei servizi e nelle risorse; mentre quello di Atessa è chiuso da quasi un anno ed è in attesa che si attui la riconversione in struttura territoriale. A peggiorare il quadro della situazione – scrive ancora il parlamentare abruzzese – il ridimensionamento del servizio di guardia medica di alcune postazioni dell’area di confine tra Abruzzo e Molise, e lo stato di persistente dissesto delle strade che rende difficoltoso il trasporto dei pazienti. Figurarsi, poi, quando ci si mettono anche le abbondanti nevicate, come accaduto in questi giorni e come accade sempre durante l’inverno. In queste condizioni garantire il diritto alla salute – sia nell’emergenza-urgenza sia nel trattamento della cronicità – diventa impossibile. Su questo il ministro è chiamato a fare chiarezza e a dare risposte certe. Ma in Alto Molise ormai non sembra crederci più nessuno a promesse e rassicurazioni. Più passa il tempo e più si affievoliscono le speranze di riavere un ospedale degno di questo nome.

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