emilio-izzo-620x350Salta la manifestazione di protesta che gli ex cantonieri e autisti della Provincia di Isernia avevano intenzione di organizzare nel giorno di Natale davanti l’abitazione del presidente Coia. Lo stop è arrivato dalla Questura. Ma Emilio Izzo, portavoce del comitato Osvaldo Pallotta, non ci sta. E risponde sia al questore sia al presidente dell’Amministrazione provinciale: “Se non fosse stato per le sciocche e farneticanti dichiarazioni di queste ore del Presidente della Provincia, certamente non avremmo scomodato le SS. LL. e l’opinione pubblica a poche ore da un avvenimento religioso così importante. Nemmeno poteva rimanere senza replica la minaccia di stalking a noi rivolta sempre dal Presidente Coia che, per avere ragione dei suoi sproloqui, si è rivolto al Questore per raggiungere l’obiettivo. Ovviamente, poiché tutti sanno che chi scrive e i cantonieri non sono avvezzi a perseguitare nessuno e la loro attività è ben visibile e nota alle cronache e ai tutori dell’ordine, per non cadere nel ridicolo, il Questore avrà evidentemente e saggiamente consigliato di seguire altre strade. Si consiglia dunque un ripasso del dizionario ed, in particolare dei lemmi inglesi in uso nella lingua italiana. Ma il risultato perseguito è stato ugualmente raggiunto, parificando cantonieri con annesso scrivente portavoce ad una cellula terroristica. Infatti, alla comunicazione della manifestazione natalizia, è seguita una nota prescrittiva del Questore che “considerato che l’abitazione del Presidente della Provincia Lorenzo Coia è ubicata in via Palatucci, di fronte all’ingresso della Questura di Isernia; Tenuto conto della situazione di tensione internazionale e nazionale, in ragione della quale le sedi di caserme e i presidi delle Forze di Polizia sono ritenute obiettivi sensibili e pertanto è interdetta qualsiasi forma di assembramento o di riunione nelle loro adiacenze […] è vietata qualsiasi forma di manifestazione su tutta la via Palatucci”. Si tiene a precisare, in modo tassativo e perentorio, che manifestanti, oltre a non essere terroristi, sono persone serie che perseguono obiettivi democratici e lo fanno nel modo più onesto e che questo divieto li offende, così come offende l’intelligenza. Fino a prova contraria, il terrore lo ha creato il Presidente Coia e chi lo ha sostenuto, lasciando trentacinque famiglie sul lastrico. Confermiamo la nostra protesta davanti alla cattedrale, perché siamo certi che da quella casa avremo risposte più umane. E visto che chi scrive, da solo, non costituisce né assembramento né riunione sediziosa, a breve la sua protesta la farà in solitaria davanti alla casa del Presidente Coia, che piaccia o meno alla Questura ma che piacerà alla democrazia, alla Costituzione ed agli uomini liberi”.

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