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Attualità - Evidenza - Isernia - Provincia di Isernia - QD - 24 Dicembre 2016

Isernia. Scontro tra il comitato scuole sicure e Coia: la Provincia non ha mantenuto gli impegni

provinciaDopo le promesse strappate grazie alla grande manifestazione del mese scorso, sembrava che la Provincia di Isernia volesse davvero confrontarsi con il comitato scuole sicure e risolvere una volta per tutti i problemi degli edifici scolastici. E invece il risveglio dal sogno è stato brusco: con il presidente Coia è ormai muro contro muro; tutti gli impegni sono stati disattesi. L’ente di via berta ha rimescolato le carte, mettendo sul tavolo delle novità che non piacciono affatto al comitato. Innanzi tutto il finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro – da spendere per realizzare una nuova scuola alle spalle dell’Itis – sarà invece impiegato per abbattere il terzo piano dell’istituto Fermi e per l’adeguamento solo parziale dell’edificio. Mentre la riapertura del Fascitelli slitta da gennaio a marzo dell’anno prossimo, ma con le stesse garanzie offerte in questi anni. E cioè nessuna, commentano gli esponenti del comitato. Questo aspetto non è affatto secondario, perché la riapertura della sede storica del classico consentirebbe di liberare proprio il terzo piano del Fermi, oggi occupato dal Liceo Linguistico Cuoco. Anche la richiesta della documentazione riguardante il Fermi e il Manuppella è causa di scontro con la Provincia: il materiale ricevuto dall’ente è stato definito “incompleto e preoccupante”. A questo punto, avendo avuto il sentore che Coia non sia più disponibile a nuovi incontri, il comitato si appella al prefetto Guida – apparso molto sensibile al problema – affinché si avvii un confronto veloce e sereno con gli enti interessati. Anche con il Comune di Isernia, chiamato a sua volta a dare risposte sugli interventi che interessano l’Andrea D’Isernia e la Giovanni XXIII, a chiarire se davvero il nuovo edificio a san leucio sarà consegnato a giugno e se sarà realizzata la nuova scuola in località Tremolicci. “I genitori non si preoccupano dello stato degli edifici per divertimento o per mettere in difficoltà le Istituzioni, ma perché finora – concludono gli esponenti del comitato – hanno ottenuto solo rassicurazioni generiche e informazioni frammentarie, imprecise e superficiali da parte di chi deve garantire la sicurezza dei nostri figli durante le attività didattiche”.

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