poverta1Non ci vuole di certo la sfera di cristallo per capire come siamo messi. I posti di lavoro persi nelle grandi aziende – dalla Ittierre allo Zuccherificio, passando per la Gam – vanno purtroppo a braccetto con le tante piccole attività commerciali costrette a chiudere. Saracinesche abbassate ovunque, in città come nei piccoli paesi. E nei pochi negozi che resistono di clienti se ne vedono pochi, perché di soldi da spendere non ce ne sono. Siamo messi male. Lo certifica anche l’Istat: le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà sono oltre il 21%; i soggetti a rischio di grave deprivazione sfiorano il 10%, le persone a bassa intensità lavorativa superano quota 11%, mentre il tasso di disoccupazione sfiora il 13%. E per chiudere in bellezza – si fa per dire – c’è oltre il 31% di molisani a rischio povertà o esclusione sociale. “L’emergenza è fin troppo evidente, ma la Regione dorme”: questo in sintesi il messaggio dei consiglieri regionali Iorio, Fusco Perrella, Sabusco e Cavaliere. Per quanto riguarda il Fondo sociale europeo – spiegano – non c’è traccia dei bandi relativi ai 12 milioni destinati all’inclusione sociale, mentre i 48 milioni del fondo assegnati alla nostra regione non sono stati ancora sbloccati. La minoranza è critica anche sul Patto per il Molise: “Il Governo regionale non ha previsto fondi per il welfare, nonostante le emergenze sociali; al contrario della Basilicata, che ha destinato 268 milioni alle misure per contrastare la povertà. Perché non si è deciso di impegnare risorse – si chiedono gli esponenti del centrodestra – non solo come strumento di protezione sociale ma anche come fonte di nuova e buona occupazione? Perché non si è tenuto conto delle effettive esigenze dei cittadini molisani?”. Le risposte sono facili da intuire, ma adesso per il centrodestra è necessario si metta la parola fine al solito immobilismo ai continui ritardi e che sta facendo danni enormi ai molisani.

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