di PASQUALE DI BELLO

“Abbiamo sbagliato a fidarci”. La nota della Cattolica che condanna senza appello Paolo di Laura Frattura è solo l’ultimo atto di accusa verso un disegno che sta distruggendo la Sanità molisana. Il presidente della Regione e Commissario ad acta è riuscito a scontentare tutti: pubblico e privato. Oltre alla Cattolica, sul piede di guerra contro Frattura anche il Neuromed della famiglia Patriciello.

Per scontentare tutti occorreva un genio e, seppure al contrario, un genio la Regione Molise lo ha trovato. Un genio dei disastri: si chiama Paolo di Laura Frattura e di professione, da oltre tre anni, fa il Presidente della Regione e il Commissario ad acta per la Sanità. La sua riforma del sistema sanitario, carte alla mano, è riuscita a mobilitare sia i cittadini, sia l’intero comparto, pubblico e privato, scesi tutti sul piede di guerra. Gli ultimi ad aprire le ostilità nei confronti di Frattura sono stati i vertici dalla Fondazione Giovanni Paolo II, la Cattolica per intenderci, che in una nota al vetriolo hanno messo nero su bianco tutta la loro rabbia per un disegno, hanno scritto testualmente, che “ha deciso di farla fallire, di farla chiudere”. Sotto accusa, l’ultimo taglio di budget di 2milioni e 600mila euro disposto da Frattura col decreto 63 dello scorso 23 novembre e con efficacia retroattiva al gennaio 2016. La stessa cosa era avvenuta lo scorso anno quando Frattura operò a dicembre un taglio di altri 3milioni ma con valenza sempre a partire dal gennaio precedente. Un fatto che, oltre alla Cattolica, ha censurato anche l’Associazione Italiana Ospedalità Privata che ha parlato di atti che negano la certezza del diritto. In pratica, hanno detto che i patti firmati dalla Regione per la Regione stessa sono più o meno carta straccia.

Prima della Cattolica, a scendere sul piede di guerra era stato l’Istituto Neuromed della famiglia Patriciello che ha impugnato davanti al Tar Molise il Piano Operativo 2015 – 2018, quello che ha messo mano alla Sanità molisana. Con un saldo attivo della mobilità di circa 25 milioni gli operatori chiedono, con domanda evidentemente retorica se la Regione consideri questi quattrini in entrata un costo e una risorsa.

La verità è che quella voluta da Frattura è una riforma che sta al consenso, alla condivisione e al buon senso come un paracarro alla tour Eiffel. Frattura si è messo contro tutti, sbattendo la porta in faccia a tutti. A partire dal Forum per la Sanità pubblica che lo scorso 18 maggio ha portato in piazza oltre seimila persone. Mai un incontro, mai una forma di dialogo, solo una marcia a scarponi chiodati quella del presidente – commissario. Adesso viene presentato il conto. Frattura è riuscito a mettersi contro il popolo (quello di sinistra e di destra e quello cattolico), le strutture pubbliche e quelle private e finanche il principale interlocutore politico a cui deve le proprie fortune. Dalla Cattolica, dove per definizione sono inclini al perdono e alla misericordia, hanno scritto: “Abbiamo sbagliato a fidarci”, ed è difficile dargli torto. E’ la stessa cosa che pensano migliaia di cittadini molisani che alla prossima tornata elettorale per il rinnovo della Regione, si apprestano a dare a Frattura il benservito. Sempre che qualcuno sia disposto a ricandidarlo.

 

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