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Apertura - Attualità - Politica - Senza categoria - 2 Dicembre 2016

Sanità. La Neuromed boccia Frattura e impugna il Piano Operativo

di PASQUALE DI BELLO

La notizia è clamorosa ed è destinata a fare molto rumore. L’Istituto Neuromed si è rivolto al TAR contro il Piano Operativo per il riordino sanitario varato dal presidente e commissario ad acta, Paolo di Laura Frattura. Un’altra bocciatura per il governatore e questa volta da un interlocutore forte e autorevole. Il ricorso per l’annullamento è in calendario al Tar per il prossimo 6 dicembre.

La notizia è di quelle destinate a fare molto rumore. L’Istituto Neurologico Mediterraneo, meglio conosciuto come Neuromed, ha presentato ricorso al TAR Molise per l’annullamento del Piano Operativo Straordinario 2015 – 2018, quello col quale il presidente della Regione e Commissario ad acta intende riformare la Sanità molisana. Dopo la bocciatura ricevuta dai cittadini scesi a migliaia in piazza per difendere la Sanità pubblica, dopo la levata di scudi da parte di medici, infermieri e operatori degli ospedali pubblici a cui il Piano ha in pratica scavato la fossa, dopo la presa di distanza da parte della Cattolica sulla strampalata ipotesi di governance pubblica della struttura privata; dopo tutto questo, arriva per Paolo di Laura Frattura e tutta la corte celeste che ha lavorato al Piano un’altra sonora bocciatura. A mettere il carico da undici sulla vicenda è l’interlocutore più forte della Sanità privata in Molise, il Neuromed di proprietà della famiglia Patriciello il cui ramo politico ha rappresentato uno dei fattori determinanti per assegnare a Frattura la guida della regione Molise. Il ricorso presentato dal Neuromed, che pare sui curato da uno degli avvocati più vicini allo stesso Frattura, sarà in discussione al Tar Molise nella udienza del prossimo 6 dicembre. Il numero del ricorso è il 326/2016 e, nello specifico, si riferisce al decreto del Commissario ad acta n. 52 del 12 settembre 2016, quello che recepisce l’accordo sul Piano Operativo siglato in conferenza Stato – Regioni. A firmare quel decreto è stato tutto lo stato maggiore della Sanità molisana: il Direttore generale per la Salute della Regione Molise, Marinella D’Innocenzo; il sub commissario ad acta, Gerardo Di Martino e, chiaramente, il Commissario Paolo di Laura Frattura.

Nel merito le censure operate dal Neuromed sono ancora tutte da appurare, quello che fa rumore, come una sberla mollata a mano bagnata è la provenienza dell’iniziativa, arrivata da quello che veniva considerato un interlocutore di ferro di Frattura e, insieme a questo, la chiusura del cerchio. Se questo Piano Operativo, scritto da gente pagata profumatamente a migliaia di euro al mese, non piace ai cittadini, agli operatori della sanità pubblica e alle strutture principali di quella privata, Cattolica e ora Neuromed, è possibile capire a chi piace? Esclusa la triade Frattura, D’Innocenzo Di Martino, nessuno sa a chi sia gradito. Più che un commissario alla Sanità, qui occorre un ispettore per fare le indagini. Pare chi in Molise, al posto di Frattura, alle prossime elezioni il centrosinistra candiderà l’ispettore Derrick. Solo allora, forse, sapremo la verità su questo giallo.

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