di PASQUALE DI BELLO

Dopo quella per il caso di Diabetologia al Cardarelli, dal TAR Molise arriva una ennesima condanna. Questa volta toccherà alla Regione Molise e all’Agenzia regionale di Protezione civile pagare oltre 3000 euro di spese processuali. Il caso riguarda 19 persone di Larino a cui è stato negato il contributo per la ricostruzione post sisma. La Regione ha preferito finanziare aree extra cratere, un criterio giudicato illogico dal TAR.

Dopo aver condannato il commissario Frattura al pagamento delle spese processuali nella vicenda che ha portato alla chiusura dell’Unità Operativa Complessa di diabetologia al Cardarelli di Campobasso, il TAR Molise ha rifilato una nuova legnata al Partito Cimabue, quello che fa una cosa e ne sbaglia due. Questa volta a pestare la buccia di banana sono state la Regione Molise e l’Agenzia Regionale di Protezione Civile, condannate in solido al pagamento di 3000 euro di spese processuali per aver immotivatamente negato a diciannove cittadini di Larino i contributi previsti a seguito del sisma del 31 ottobre 2002.
La vicenda, di una semplicità disarmante, dimostra come il nuovo che avanza, quello che si era candidato a rifondare la Regione e la Protezione civile del Molise, sia in realtà solo il nuovo che sprofonda sommerso dall’approssimazione.
Questi i fatti. I proprietari degli immobili, tutti classificati di classe A, quindi con il massimo grado di priorità ai fini degli interventi ricostruttivi, sono stati esclusi dalla Regione dall’elenco degli interventi cantierabili. Per ragioni ignote, la Regione ha accordato una illogica precedenza a interventi localizzati in aree ad inferiore vulnerabilità, poste fuori dal cratere sismico, ed ha escluso gli immobili in oggetto, tutti localizzati nell’area di Larino e quindi in pieno cratere. Richiesta di chiarimenti, la Regione ha balbettato, nulla dicendo sul perchè e percome avesse nel tempo elaborato, rettificato e rimodulato i criteri di assegnazione delle risorse finanziarie. Alle domande del TAR la Regione Molise è riuscita solo a zagagliare il solito trito ritornello: sono finiti i soldi, hanno detto. E’ curioso, tuttavia, che i soldi si siano trovati per le aree extra cratere e non per quelle che invece ne fanno parte. Percorso illogico quello dell’Amministrazione regionale, ha sentenziato il TAR e per questa ragione ha annullato i provvedimenti di Regione e Protezione civile che hanno dato vita a questo ennesimo esempio di cattiva amministrazione. La condanna in questo caso è di 3000 euro ma se le cose illogiche della Regione Molise dovessero essere tradotte in denaro, non basterebbe il deposito di Zio Paperone a riparare i danni del Partito Cimabue. Dopo la Sanità, adesso la Ricostruzione: complimenti!

 

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