roccaseccaLa questione migranti, giorno dopo giorno, sta diventando sempre più esplosiva e Isernia, dopo la clamorosa protesta dei profughi sotto la prefettura, torna in cronaca nazionale grazie ad un’inchiesta del programma di Rete 4 ‘Dalla vostra parte’. Un giornalista delle trasmissione di Maurizio Belpietro ha infatti realizzato un servizio a Roccasecca, in provincia di Frosinone, dove una cooperativa molisana, la Vacanze Molise, di Isernia, gestisce un centro d’accoglienza. Insomma, quasi ogni giorno, la cronaca torna ad occuparsi dei migranti e che la questione stia diventando oramai ingestibile è sotto gli occhi di tutti, specie in Molise e, in particolare, a Isernia dove, come affermato da Pompilio Sciulli, presidente dell’Anci Molise, c’è una percentuale di profughi del 20 per mille, rispetto alla popolazione residente e a fronte di un due per mille a livello nazionale. Insomma dieci volte tanto. E i segnali che qualcosa non torni sono evidenti. Proteste a macchia di leopardo si segnalano da ogni parte, come pochi giorni fa nel condominio di Venafro, dove gli inquilini, dalla sera alla mattina, si sono ritrovati con un appartamento pieno di migranti. E Isernia, dove, giorno dopo giorno, spuntano nuovi centri d’accoglienza, rimediati alla meglio in appartamenti, garage, soffitte e scantinati. Quello dei migranti è certamente un affare su cui si stanno buttando in tanti, anche speculatori e persone prive di ogni scrupolo umanitario, ma forse sarebbe il caso che Comune, Asl e chi di dovere faccia i dovuti controlli preventivi perchè la provincia di Isernia e il Molise non possono trasformarsi in una sorta di riserva dove confinare i profughi, grazie alla tranquillità della popolazione che subisce senza protestare. L’esatto contrario di quello che accade al nord, dove amministrazioni comunali e cittadini si fanno rispettare e pongono precisi limiti alla accoglienza fatta solo per speculare. Sul punto interviene anche Casapound che parla di una situazione oramai ingestibile, anche alla luce del fatto che ormai i richiedenti asilo costituiscono il 2% della popolazione, un numero 10 volte superiore al tetto massimo stabilito dall’accordo tra l’Anci e il Ministero dell’Interno.  La soluzione – par Casapond – è solo una: l’immediata chiusura dei centri di accoglienza ed il rimpatrio di tutti gli immigrati finora ospitativi che dovessero risultare privi dei requisiti per l’asilo umanitario.

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