Dopo quella organizzata dai grillini al mercato coperto di Campobasso, si è celebrata un’altra imponente manifestazione a favore del NO al referendum costituzionale. Questa volta è stata la Sinistra, raccolta attorno a Massimo D’Alema, a riempire in ogni ordine di posto la sala della Costituzione della Provincia di Campobasso. Si sono rivisti volti storici della Sinistra, altri più recenti e altri ancora che con la Sinistra non c’entrano nulla ma provengono da esperienze politiche diverse. Renzi la chiama “accozzaglia”, in realtà è un popolo stufo di una classe dirigente boriosa e priva di legittimazione popolare che si è auto nominata come ceto costituente. D’Alema ha parlato di tutti i limiti di una riforma che non semplifica il sistema ma lo appesantisce, a partire dall’art. 70, una lenzuolata di norme che descrivono il confuso sistema legislativo architettato dal duo Renzi-Boschi. Resta il Senato, resta di fatto il sistema del doppio passaggio tra le due Camere, vengono depotenziate le autonomie regionali.

L’errore principale che Renzi ha commesso, secondo D’Alema, è quello di procedere ad una riforma “di parte”, cioè promossa da governo a colpi di voti di fiducia. L’esatto contrario del principio raccomandato dai Padri costituenti, quello dall’astensione del Governo (per definizione di parte) dal processo di costruzione o revisione della Costituzione. Su quanto accadrà in caso di vittoria del NO, ovvero sulla sorte del governo, D’Alema resta sulla difensiva, dice: sarà Renzi a decidere se dimettersi o meno.

pdb

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