festa-cornutiSe è vero che l’autoironia è una grande qualità, allora i ragazzi di Rionero Sannitico possono davvero fare scuola. Non è da tutti, infatti, mettersi delle corna luminose in testa e autoproclamarsi cornuti. E invece lo hanno fatto in tanti, uomini e donne, giovani e meno giovani. Ridendo, cantando e prendendosi in giro a vicenda, hanno portato in giro per il paese il fantoccio di paglia destinato a finire nel grande falò in piazza che ha riscaldato l’atmosfera in una fredda serata d’autunno. La tradizione è antichissima, sembra che risalga al XIX secolo, ma è stata rispolverata da un paio di anni a questa parte, con il chiaro obiettivo di farla crescere. Festeggiamo il tradimento a 360 gradi – ha detto l’organizzatore, Vincenzo D’Amico -: tradimento di un ideale, di un’amicizia e – perché no? – anche da parte della fidanzata. La festa dei cornuti fu interrotta bruscamente nel dopoguerra. Complice il vino, la processione dei cornuti finì in rissa, con tanto di feriti. Che dire: evidentemente non tutti le corna le prendono con filosofia. La serata è riuscita benissimo. Una bella occasione per stare insieme e mangiare e bere qualcosa di buono, oltre che per richiamare gente in paese. In fondo l’obiettivo è proprio questo. Non a caso l’amministrazione comunale e la pro loco hanno molto apprezzato e sostenuto l’iniziativa. E rispetto all’anno scorso c’era tanta gente in più, proveniente dai paesi vicini.

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