1474654453La vicenda riguarda diverse famiglie del Comune di Larino che ormai da quattordici anni aspettano di vedere ricostruita o ristrutturata la propria casa. I tecnici di fiducia hanno presentato i progetti, come previsto dalla normativa di settore, e l’ufficio comunale li ha approvati.
Tutto sembrava andare per il verso giusto fino a quando le pratiche sono state escluse dalla nuova graduatoria regionale e, di conseguenza, non sono state ritenute cantierabili e coperte dal finanziamento necessario.
I cittadini, che oltre al disagio abitativo devono fronteggiare anche le spese per l’affitto o problemi legati ad alloggi provvisori, hanno quindi deciso di presentare ricorso al Tar impugnando i provvedimenti dell’Agenzia di Protezione civile e della Regione. Assistiti dagli avvocati Giuseppe Ruta e Margherita Zezza hanno chiesto ai giudici amministrativi di annullare le delibere che revocano e riapprovano l’elenco di interventi cantierabili da inserire in accordi di programma quadro a valere sulla quota sisma 2002 – percorsi di ricostruzione e di tutti gli altri atti compresi in tali procedure.
Gli interventi in questione riguardano la cosiddetta classe ‘A’, la priorità più alta che classifica gli edifici inagibili che hanno ricevuto un’ordinanza di sgombero totale.
Secondo i ricorrenti sono emerse delle anomalie nelle procedure e, in particolare, l’esclusione dei progetti dal programma degli interventi è avvenuta in assenza di una plausibile motivazione e, soprattutto, in assenza di criteri che la legge impone per l’assegnazione delle risorse finanziarie.
I giudici del Tar hanno ritenuto fondata la tesi del ricorso e l’ha accolta annullando gli atti impugnati. Ora la Regione e l’Agenzia dovranno trovare il modo per riammettere i progetti esclusi e non finanziati dando così una risposta alle famiglie senza casa.b22677
Soddisfazione è stata espressa dagli avvocati Ruta e Zezza che hanno ribadito come alla base del ricorso siano emersi un diritto negato e un’esclusione non giustificata. Spetta ora agli enti coinvolti – hanno aggiunto – rivalutare questi progetti ai fini dell’ammissione ai contributi dopo aver fissato i criteri di assegnazione delle risorse a tutela di tutti e – hanno concluso i legali – a garanzia dei principi di trasparenza e di legalità».

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