2013-01-tribunale-napolidi GIOVANNI DI TOTA

Un gesto con le dita, rivolto alla fidanzata del fratello. Giovanni Niro, nell’aula del tribunale di Benevento dove si stava svolgendo il processo per l’omicidio del fratello Lucio, aveva minacciato Rosanna Parlapiano. Questa la tesi dell’accusa, che gli è valsa una condanna ad un mese di reclusione e la sospensione della pena.

Il paradosso è che in questa drammatica vicenda, Giovanni Niro è il solo ad essere stato condannato, perché Domenico Felice, sospettato di aver ucciso Lucio Niro con una fucilata alla testa, dallo stesso tribunale di Benevento è stato assolto.

Secondo i giudici di primo grado non ci sono elementi sufficienti per dimostrare che la gelosia accertata di quel pastore nei confronti di Rosanna, fidanzata della vittima sulla quale aveva messo gli occhi da tempo, non era un motivo valido per condannarlo.

Sulla storia del delitto di Santa Croce del Sannio, avvenuto nella notte tra l’il 10 e l’11 febbraio del 2008 in questa stradina, si è detto e scritto molto. Così come da tempo si cerca di capire come mai, dopo la sentenza di assoluzione pronunciata dal tribunale di Benevento nel 2011, la Corte d’Appello di Napoli non abbia ancora fissato la data del processo di secondo grado.

Un dubbio sollevato anche da Chi l’Ha Visto che al caso ha dedicato più di una puntata.

Lo strano metro adottato dalla Corte d’Appello di Napoli, peraltro, è reso ancora più evidente dal fatto che domani Giovanni Niro tornerà davanti ai giudici per difendersi dall’accusa di minacce. Il suo processo d’Appello, infatti, è stato fissato. Una corsia preferenziale, rispetto all’omicidio di Lucio Niro, inspiegabile e inaccettabile. Per un gesto forse minatorio oppure no a Napoli si vuole fare chiarezza subito. Ma sullo sfondo di questo nuovo dibattimento si staglia in tutta evidenza un’ombra che non ha ancora un volto e un nome. E’ dell’uomo che ha premuto il grilletto e sparato a Lucio Niro. La Corte d’Appello di Napoli non ha ancora fissato il processo di secondo grado per trovare un colpevole a questo omcidio.

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