analisi-circolare_asremSospeso in via temporanea, almeno si spera, il servizio di analisi senza prenotazione al Veneziale di Isernia. Abitualmente, fino all’altro giorno, era possibile recarsi senza la prenotazione del proprio medico al laboratorio analisi dell’ospedale, richiedendo il prelievo e pagando direttamente allo sportello. Tecnicamente, si trattava del servizio di esami intramoenia, in concorrenza con i laboratori privati, dove non occorre la prenotazione del medico di base e gli esami si pagano. Tutto fermo, ora, senza prenotazione si può andare solo dai privati, in ospedale il servizio è momentaneamente sospeso. Poi, come accade spesso in Italia, bisogna vedere quel momentaneo e quel sospeso quanto dureranno. Ma torniamo alla notizia. La sospensione è stata decisa dall’Azienda sanitaria regionale del Molise e sulla porta di ingresso del Laboratorio analisi del ‘Veneziale’ di Isernia campeggia la comunicazione che dispone con effetto immediato la sospensione, in via temporanea, del servizio in regime di assistenza libero professionale intramuraria, meglio nota come intramoenia. Il servizio, infatti, è stato interrotto per consentire alla ditta incaricata di apportare le modifiche relative all’adeguamento delle tariffe delle prestazioni di laboratorio sul sistema informatico di gestione. Uno stop, secondo fonti interne, che dovrebbe durare pochi giorni, o almeno si spera. Cosa cambierà? Cambierà che tutti quelli che si recheranno in ospedale a qualsiasi ora, senza prenotazione, con la semplice ricetta bianca o senza alcuna prescrizione medica per fare controlli del sangue, una volta riattivato il servizio, dovranno pagare non solo per la prestazione richiesta e il prelievo, ma anche una sorta di tariffa fissa, come avviene per quanti invece debbono fare esami in regime istituzionale a carico del Sistema sanitario regionale. Il cambio di rotta avviene nel solco del rispetto della legge che stabilisce la “prevenzione delle situazioni che determinano l’insorgenza di un conflitto di interessi o di forme di concorrenza sleale”. L’Asrem intende porre fine, dunque, al paradosso tutto molisano che voleva che le analisi del sangue, in intramoenia, costassero il più delle volte meno che col sistema pubblico. Riequilibrando così l’evidente sbilanciamento che vedeva i laboratori analisi Asrem costretti a subire la concorrenza anche di se stessi – si pensi che solo a Isernia, ogni anno, si introitano circa 500mila euro di analisi in intramoenia – visto che la dotazione di strutture e personale è la medesima, ma con un’offerta intramuraria a costi più convenienti. Ad oggi, infatti, i cittadini in possesso di una richiesta di impegnativa da parte del medico, per fare le analisi, devono pagare un ticket di 14 euro a ricetta oltre la prestazione e il prelievo. La differenza con il regime intramurario sta appunto nei costi delle prestazioni, mediamente più alti del regime ordinario di circa il 30-33 per cento. Ma a conti fatti, considerando il mancato obbligo del ticket da 14 euro per chi è sprovvisto di prenotazione, il sistema intramoenia fa risparmiare gli utenti, specialmente per prestazioni che hanno un costo molto basso, come per esempio la glicemia (1.50 euro, più 3.50 il prelievo). In un caso del genere, è facile comprendere come fare l’esame con la prenotazione (14 euro aggiuntivi) verrebbe a far lievitare il costo di quasi quattro volte: di qui, più che mai, l’utilità dell’intramoenia. L’intento dell’Azienda sanitaria regionale, di fatto, è quello di ‘spalmare’, in qualche modo, il ticket di 14 euro sulle singole prestazioni offerte anche in regime intramurario. Soldi, che, altrimenti, l’Asrem non avrebbe mai incamerato. Di qui la necessità, domani, di una riunione presso gli uffici Asrem di Campobasso per ritoccare le percentuali sulle singole prestazioni evitando così una concorrenza ‘interna’ tra pubblico e privato.

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