mappa-ritaglio-702x336di Enzo Di Gaetano

Saranno gli anniversari, saranno le tragiche coincidenze, ma certo è che, da qualche anno, ogni fine di ottobre, la paura torna a colpire le famiglie degli scolari e degli studenti di Isernia che chiedono solo una cosa: un tetto sicuro per i loro figli quando vanno a scuola. Facile a dirsi, difficilissimo a farsi. Giovedì le scuole riapriranno, ma – questo è sicuro – ci saranno tanti banchi vuoti. Effetto della protesta silenziosa di quei genitori, e sono tanti, che non si fidano di rassicurazioni e discorsi generici, ma pretendono sicurezza per i loro figli. Su Facebook c’è il gruppo dei genitori per le scuole sicure che sta organizzando una manifestazione pubblica, un segnale di allarme da lanciare verso gli amministratori, sia del comune, che della provincia. E sempre su Facebook, ci sono genitori che propongono di non mandare i loro figli a scuola finchè non ci sia una garanzia precisa di sicurezza ed antisismicità. Tre le scuole più a richio, per lo meno quelle che vengono giudicate meno sicure dalla gran parte dei genitori (quindi non parliamo di dati scientifici): sono le due scuole medie, la Giovanni XXIII e l’Andrea d’Isernia, e l’istituto tecnico Fermi, di fronte all’auditorium. Il comitato dei genitori ha chiesto sia a Lorenzo Coia, per il Fermi, che a Giacomo D’Apollonio, per le due scuole medie, di andare al di là delle semplici rassicurazioni. Il presidente della Provincia, più volte, anche intervistato, sostiene che il Fermi supera la soglia minima di sicurezza richiesta dalla legge. Ma i dubbi dei genitori restano. Stessa cosa anche per le scuole medie. Per entrambe c’è una dichiarazione dei cosiddetti tecnici volontari che dà alcune garanzie, ma a patto di far partire immediatamente interventi di sistemazione e rafforzamento. E anche qui la domanda è ovvia: ma fin quando quei lavori non saranno completati, i nostri ragazzi sono al sicuro? Nessuno può dare risposte certe, ma le immagini della scuola di Amatrice rasa al suolo dopo gli interventi di ristrutturazione resta nei cuori e nelle menti di ogni genitore, agitandone le coscienze. Speriamo che accada anche per gli amministratori di Comune e Provincia, le soluzioni ci sono: stabile del comune all’Acqua Sulfurea, stabile in corso di rifinitura in zona le Piane, il palazzo dell’ex Fiat Saci in via Berta, diversi capannoni tra Isernia e il Pip di Miranda. Insomma il 30 ottobre è suonata l’ultima campanella anche per Comune e Provincia. L’importante è fare presto. E il fatto che non ci siano soldi non è una buona scusa. I soldi si trovano, quelle che non si troverebbero più potrebbero essere le vittime della pericolosa sottovalutazione di quello che sta accadendo intorno a noi. Del resto anche nella mappa dell’Ingv siamo messi ‘bene’. Isernia è nel gruppo delle città a più alto rischio in Italia. Leggere il link che segue per verificare:

http://www.blueplanetheart.it/2016/10/28/le-citta-piu-a-rischio-sismico-in-italia-da-reggio-calabria-a-laquila-passando-da-messina-fino-ad-isernia/

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