Home Attualità Isernia. “Nel nome del vino”, successo per la rappresentazione teatrale di scena all’Auditorium

Isernia. “Nel nome del vino”, successo per la rappresentazione teatrale di scena all’Auditorium

nomevino1“Nel Nome del Vino”, tratto dall’omonimo libro concepito da Antonio Valerio e Gioconda Marinelli, è uno spettacolo teatrale che va oltre le suggestioni evocate da un buon calice. Racconta i sacrifici e l’abilità di chi produce il vino , narra la storia di una terra, il Molise, che ha tanto da da far conoscere e offrire. Il compito di tradurre in uno spettacolo teatrale questo romanzo è stato affidato all’attrice e regista Barbara Amodio, della compagnia “Le Nuvole Teatro”, sul palco dell’auditorium di Isernia inseme a Gianluca Pezzino e Cinzia Lombardi. Il libro che ha ispirato la rappresentazione teatrale è il frutto di una felice intesa tra due persone che amano profondamente la loro terra di origine. Da un lato c’è un produttore di vino, dall’altro una scrittrice, mossi da un desiderio comune: raccontare una regione ricca di storia e tradizioni, offrire un’immagine positiva di una terra plasmata dai Sanniti, ricca di cultura e arte, oltre che di bellezze naturali straordinarie.
Gioconda Marinelli: naturalista e biologa, scrittrice e giornalista, collabora con il quotidiano «Il Mattino». Ha pubblicato poesie, biografie di artisti, un saggio su Michele Prisco e, con Maria Orsini Natale, “Il girasole della memoria” e “Canto a tre voci”. Con Dacia Maraini ha firmato il «Dizionarietto quotidiano»; con le edizioni Giovane Holden ha dato alle stampe «Quale amore» (sulla violenza contro le donne); con Homo scrivens, «Teatro» e «La vesuviana». Ha firmato inoltre monografie sull’antica arte campanaria della sua famiglia di fonditori agnonesi. Antonio Valerio, architetto per studi, viticoltore per vocazione e passione. La sua azienda “Campi Valerio” trae origine dall’antica cantina fondata nel 1972 nel cuore dei vigneti del principe Giovanni PignateIli, casato all’epoca presente nel territorio di Monteroduni, che produceva due vini: La Selvotta e il San Nazzaro. E riuscito a recuperare gli antichi vigneti della zona, in stato di abbandono e ha iniziato un percorso di ricerca finalizzato al rilancio del territorio: la sua meravigliosa avventura.

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