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Attualità - Cronaca - Evidenza - QD - Senza categoria - 31 Ottobre 2016

CNR: rischio “contagio”, l’Appennino fa paura

fotozoom-mappa-pericolosita-sismica-territorio-nazionaledi GIOVANNI DI TOTA

Ogni volta che si sviluppa un terremoto lungo una faglia, la zona centrale si scarica e la faglia stessa si carica lateralmente, provocando un nuovo stress e la possibilità di nuovi terremoti.

La spiegazione arriva direttamente dal Cnr, che cita studi condotti in altre aree dove i terremoti hanno colpito di recente: Turchia, Haiti e California. Questo processo, dicono ora dal consiglio nazionale delle ricerche si è innescato in questi mesi sull’Appennino centrale ed è per questo che il terremoto si sposta da un luogo all’altro. Amatrice il 24 agosto, Visso il 26 ottobre, Norcia ieri. Un meccanismo che i geofisici hanno definito di contagio del sisma. Un effetto domino che provoca scosse molto forti a brevi intervalli di tempo.

Altro non si può dire, considerato che i sismologi continuano a ripetere che il terremoto non si può prevedere, anche se oggi la teoria del collegamento tra i vari eventi comincia a essere messa in discussione. E il ritornello rimane lo stesso e sempre molto preoccupante: “Non siamo in grado di prevedere quando e come tale sequenza andrà a scemare – dicono gli esperti – ma neanche escludere altri terremoti forti come e più di quelli avvenuti fino a oggi in aree adiacenti a quelle colpite in questi mesi.

Intanto, la solidarietà alle popolazioni colpite arriva anche dal Molise: i volontari della protezione civile hanno montato una tensostruttura a Camerino; due squadre di tecnici del soccorso alpino rimarranno qualche giorno a Norcia.

Il senatore Ulisse Di Giacomo ha sottolineato l’inattività, da mesi, del sito della protezione civile regionale: in una zona classificata ad elevato rischio sismico – ha osservato Di Giacomo – in caso di calamità i cittadini non saprebbero nemmeno a chi rivolgersi.

Ho chiesto ai tecnici i motivi del mancato funzionamento del sito – ha ammesso Frattura – e chiesto di riattivarlo al più presto e di verificare eventuali responsabilità.

Qualche danno il terremoto di ieri lo ha provocato anche in Molise: lungo la provinciale che collega Trivento a Campobasso, nella zona di Montelungo; mentre a Rionero sannitico il sindaco ha ordinato al chiusura della chiesa della Trinità per alcune crepe sui muri. Resta altissima la tensione sul tema della sicurezza degli edifici scolastici in molti centri della regione.

E sullo sfondo c’è la grande paura dei monti dell’Appennino e una domanda senza risposta certa: quando finirà.

 

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