tribunale-iserniaFa ancora discutere l’assoluzione dei sette antifascisti, accusati di aver cantato “Bella Ciao” a margine di una manifestazione di Casapound organizzata nella sede della Provincia di Isernia. In una nota uno degli imputati, Tiziano Di Clemente, coordinatore del Partito comunista dei lavoratori, oltre a commentare la sentenza di assoluzione del tribunale annuncia la controffensiva: “Una importante vittoria non solo giudiziaria, ma anche politica e culturale dell’antifascismo molisano, a cui il PCL ha doverosamente contribuito, fornendo il proprio supporto non solo politico ma anche tecnico-giuridico; nondimeno la vicenda ci dimostra come il tradimento della Resistenza sia rimasto nelle vene del potere borghese, ripetendo “nel piccolo” il paradigma del ’46, cioè della condanna ed emarginazione dei partigiani e dell’impunità dei fascisti, che sin dalla sciagurata amnistia di Togliatti è rimasta un caposaldo degli apparati repressivi dello stato capitalista. Ma per noi del PCL MOLISE non finisce qui: nell’ambito della lotta politica e sociale che stiamo conducendo contro questi apparati repressivi dello stato borghese a livello locale, si inserisce anche la necessaria difesa tecnica: il PM Scioli e il GIP Messa di Isernia saranno da noi deferiti alla Procura di Bari ed al CSM con argomentato esposto per tale gravissima vicenda; in merito vi riferiremo più in dettaglio in un prossimo comunicato. Ma a prescindere di tali difese legali della legittima libertà di espressione dall’abuso giudiziario repressivo, rimane per noi precipuo il terreno della lotta politica e sociale anticapitalista contro le ingiustizie, contro il fascismo e il razzismo, per la difesa degli spazi democratici, per la società socialista di liberi ed eguali”. E sulle assoluzioni è intervenuta anche l’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani: “In un Molise in cui c’è chi si presenta alle elezioni amministrative con simboli elettorali che rievocano il fascismo, e dove c’è chi sfila con la testa rasata ed il saluto romano, cantando liberamente inni neofascisti – si legge in una nota – sono finiti sotto processo sette antifascisti perseguiti penalmente e messi sotto processo per essersi macchiati del reato di aver cantato ‘Bella Ciao’, la canzone simbolo della Resistenza Antifascista e dei partigiani. Un paradosso tutto isernino e molisano – prosegue l’Associazione nazionale dei partigiani – che rispecchia bene le contraddizioni del nostro tempo, dove chi ti porta via i diritti viene salutato come un liberatore e chi soffre il disagio viene colpevolizzato per la sua marginalità, povertà, disoccupazione o malattia”. L’Anpi esprime quindi la propria solidarietà alle sette persone coinvolte e “invita tutti a riflettere su una vicenda anomala e sulle disposizioni transitorie della Costituzione Italiana che vietano la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del Partito Nazionale Fascista e non di cantare l’inno dei partigiani”.

Potrebbe interessanti anche:

Anziano scomparsa a Bojano, decine di persone impegnate nelle ricerche

Si chiama Incoronata Sebastiano, ha 72 anni e vive da sola a Bojano. E’ stata vista per l’…