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Apertura - Regione - 13 Ottobre 2016

Una chimera la nuova legge elettorale regionale

fotoNuova legge elettorale regionale, ancora nessun riscontro alle promesse e alle garanzie più volte fatte e date da Paolo Frattura e Vincenzo Cotugno. Il disegno di legge destinato a riequilibrare la rappresentanza politica regionale tra la provincia di Campobasso e quella di Isernia resta una chimera. I due vertici di giunta e consiglio, ogni volta che vengono interpellati rispondono alla stessa maniera: diremo, faremo, presenteremo, approveremo. Che cosa ancora non è dato capire, ma di sicuro la legge elettorale resta nel limbo dell’indefinibile incertezza della politica regionale. Che sia una legge urgente da presentare ed approvare è un dato di fatto, attualmente la normativa vigente penalizza oltremisura il territorio di Isernia. Su ventuno consiglieri regionali, la provincia pentra ne elegge appena tre. Molto al di sotto della corretta percentuale di un terzo, che vorrebbe dire almeno sette rappresentanti. È altrettanto chiaro che appare difficile, se non impossibile, chiedere agli attuali consiglieri regionali della provincia di Campobasso di approvare una nuova legge che ne diminuirebbe il numero. Quindi, se non c’è una condivisione generale e una forte spinta politica, appare decisamente difficile, se non impossibile, che la nuova normativa possa passare. Per questo si preferisce tenerla nel cassetto. Frattura, a dire il vero, una mezza avance l’aveva fatta: condividere una nuova normativa che prevedesse tre circoscrizioni: Campobasso, Isernia e Termoli, dotate di pari dignità, con sei-sette consiglieri a testa. Ma c’era un prezzo da pagare. Quello di abolire il listino e il voto disgiunto. Ovvero, il voto dato al candidato consigliere sarebbe stato automaticamente attribuito al candidato presidente. Un modo per coprirsi le spalle, evitando un voto in libertà per i candidati presidenti, a prescindere dalla scelta del consigliere. Ma si tratta, chiaramente, di qualcosa di indigesto da buttare giù, sapendo che, in Molise, la pratica del voto disgiunto è un vizio difficile da eliminare. Per questo regna un pessimismo difuso, cambiare la legge elettorale per dare maggiore rappresentanza a Isernia, in cambio dell’eliminazione del voto disgiunto, appare un obiettivo difficile da raggiungere. Quasi impossibile. E allora, le promesse restano promesse, il tempo corre, tutti pensano al referendum e della nuova legge elettorale regionale si perdono le tracce.

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